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Antimafia Consorzio Sgm, Grasso "interroga" il sindaco. Il Comune: in attesa dell'antimafia

Interrogazione al sindaco Cozzolino del capogruppo della Svolta, Massimiliano Grasso, per sapere se a proposito del contratto di appalto per il servizio di gestione integrata dei servizi di pulizia, custodia e portierato del Comune sia tutto regolare. Per l'esponente della minoranza, in particolare, deve essere chiarito una volta per tutte se l'Associazione Temporanea di Imprese composta da Consorzio Stabile SGM srl e Scala Enterprise srl abbia le necessarie certificazioni antimafia.

Grasso, ripercorrendo l'iter dell'affidamento dell'appalto, sottolinea che a tutt'oggi risulta che l'informativa antimafia sul Consorzio Sgm non sia mai pervenuta dalla Prefettura di Napoli e lamenta come ci sono lavoratori della stessa Sgm che da settembre attendono lo stipendio, mentre quelli pagati dall'altra azienda, la Scala Enterprise, presente invece nella white list dell'informativa antimafia, lo ricevono regolarmente. "Essendo l'appalto unico e indivisibile – aggiunge - il trattamento di tutti i lavoratori dovrebbe essere lo stesso, a prescindere dall'inquadramento in una o l'altra ditta dell'ati, nell'uno o nell'altro servizio gestito per il comune. Invece non è così, perché di fatto ci si trova di fronte a due imprese distinte e separate che procedono altrettanto distintamente, creando situazioni di discriminazione tra i lavoratori stessi. Alla luce di tutte queste circostanze, credo sia doveroso da parte del Sindaco, soprattutto da parte del "Sindaco del movimento della legalità", anziché rimanere in silenzio, fornire tutti i necessari chiarimenti e adoperarsi affinché tutti i problemi e le suddette anomalie siano superati".

Palazzo del Pincio risponde ai quesiti sollevati dal capogruppo della Svolta Grasso. L'amministrazione comunale precisa che la gara è stata espletata dalla Stazione Unica Appaltante dell'area metropolitana di Roma, che ha chiesto tutti i documenti necessari, fra cui le certificazioni antimafia alla Prefettura competente, ossia quella di Napoli. Palazzo del Pincio precisa che la Sua è in attesa della risposta. "Il consigliere Grasso - prosegue la nota dell'amministrazione comunale - è a conoscenza di ciò, avendo lui stesso fatto un accesso agli atti, che conferma la procedura amministrativa. Qualora il consigliere Grasso ravvedesse ipotesi di reato, sarebbe suo dovere fare denunce agli organi competenti anziché agli organi di stampa. Abbiamo ulteriormente acquisito una autocertificazione dell'Ati ed inserito nel contratto fra Comune e Ati una clausola che prevede l'automatica rescissione nel caso in cui la certificazione antimafia risultasse inidonea. Per quanto riguarda la questione stipendi, l'amministrazione è in costante rapporto con i sindacati e sta monitorando gli sviluppi da vicino".

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