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La città dei centri commercialiScritto da Redazione Venerdì 01 Ottobre 2004 16:47 Civitavecchia, la città dei paradossi. Non potrebbe definirsi altrimenti quanto sta avvenendo in merito al futuro del commercio. Mentre il centro commerciale "I Mulini" rischia la chiusura, una lotta intestina vede protagonisti tre soggetti per la realizzazione di nuovi grandi ipermercati. Forse a qualcuno è sfuggito che nella variante al piano regolatore portuale, approvata tra mille polemiche nelle scorse settimane, è anche prevista la realizzazione di grandi strutture commerciali che dovrebbero sorgere a ridosso del Forte Michelangelo. Analoghe strutture per il commercio, però, sono previste dalla variante 31 al piano regolatore cittadino, quella che è stata frutto dell’accordo tra il Comune e le Ferrovie dello Stato. Un altro centro commerciale dovrebbe sorgere proprio nelle vicinanze dei Mulini, nell’area attigua alla stazione. Un terzo centro commerciale, con annesso Outlet, è previsto dai Patti Territoriali, e dovrebbe sorgere all’estrema periferia della città, nella cosiddetta area Parenti che si trova a ridosso dell’ultimo tratto dell’A12, quello che dal casello Civitavecchia Nord porta all’Aurelia in direzione Tarquinia. E’ evidente, vista la più che precaria situazione economica della città, che tre nuovi centri commerciali sono un po’ troppi e quindi è altrettanto chiaro che sulla questione si stia sviluppando un’autentica guerra, in questo caso non evidente ma sotterranea, tra i soggetti interessati alle realizzazioni e tra i loro sponsor politico-amministrativi. E’ lampante, infatti, che il primo che riuscirà ad aprire i battenti del proprio ipermercato avrà maggiori chanches di spuntarla rispetto agli altri. Difficile dire, a questo punto, come andrà a finire. Una cosa, però, la si può dire? Siamo sicuri che la scelta di collocare grandi strutture commerciali nel pieno centro della città, con l’attuale sistema di viabilità, sia una scelta felice? Forse lo è per gli operatori, ma non certo per il resto della città e, in particolare, per quanti risiedono nel centro cittadino, già adesso soffocati dai gas di scarico e che rischiano di veder ulteriormente moltiplicato il traffico che scorrerà sotto le finestre delle proprie abitazioni. E di fronte a tali considerazioni viene spontanea una domanda, da porre a quanti si riempiono la bocca con la parola progettualità e programmazione: che senso ha programmare e progettare grandi strutture commerciali e direzionali in un centro cittadino già ampiamente congestionato? |
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