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La Piccola Città: Gollum

piccola cittaMa quale coratella, ma quali costolette d'agnello frittedorate! Magari pure quelle ma, dopo una caccia non facile fra le collinette di confezioni, sono riuscito a scovare, e mettere nel carrello della spesa, la novità di questa pasqua di resurrezione. Finalmente, dopo panettoni e dolci vari, farciti con i gusti più fantasiosi, vola sulle tavole imbandite per la festa di primavera la colomba di una nota marca con la sambuca. Era ora. Finalmente è stato infranto il monopolio del limocello che non se ne può più.

Nessuna conversione da parte mia: una bella fetta di colomba alla sambuca, ma la tradizione dice una bella fetta di pizza di pasqua con la lonza e pure l'agnello. Che male c'è? Se poi qualcuno in cerca di voti dalle carni tenerelle umane passa a quelle animali e tenta di cavalcare l'onda, si dice così, delle bufale mediatiche che scorrazzano tranquillamente e fanno tanto notiza sui giornali boccheggianti per mancanza di lettori, fatti suoi. La gente di buon senso si chiede: perché le pecorelle col biberon sì e i maialini da latte no, e i vitellini, e i coniglietti, i cinghialetti e via discorrendo? È tutta una panzana mediatica come per l'uso dei vaccini. Ma il popolo abbocca, e fa tanto tendenza tuffarsi fra le verdure e verdurine, gli alimenti biologici, tutti da verificare. Perché dovrei sentirmi in colpa, essere accusato come un carnefice se, una volta tanto, mordicchio un pezzo di carne? Perché non dovrei angosciarmi quando, come mi capita in questi giorni in cui la primavera espolde nelle vasiere del mio terrazzo, sono costretto a estirpare le erbe moleste, le gramigne e le parietarie che si insinuano fra i fiori? Quando mi ritrovo fra le mani un ciuffo d'erba con la sua lunga radice mi sembra di sentire il lamento, il dolore di un essere vegetale vivente che ho deciso di far morire: proprio come le verdurine che, bene o male, saranno pure strappate alla madre terra e destinate al supremo altare dei gusti vegani. Questo per dire delle mode e dell'imbecillità che regna, che prende il sopravvento sul comune buon senso. Ma l'antagonismo e lo scontro, cari amici vicini e lontani, scandiscono questi tempi farlocchi e parolai. Basta spararle grosse, mettersi in posa come per la storia patetica degli agnellini di Arcore e dintorni con il novello Pan che, per motivi d'età, non può più scorrazzare con le giovani ninfe e fa il pastorello. Come, in un altro contesto, il nipotino perbene a cinquestelle con giacca e cravatta, asino in tutte le materie, che, per tornare nei titoloni, spara la c...... del 40% di rumeni mariuoli. Che sarebbe come dire che il 60% dei suoi concittadini partenopei vesuviani, cari al sindaco Masaniello, sono sfaccendati e camorristi. Come reagirebbe? Ma va bene tutto in questo guazzabuglio in cui i cinquestelle scorrazzano impunemente. Come ricorda la cronaca corrente della Piccola Città. E vengo al caso appassionante di questi giorni che vede protagonista, si dice così, l'assessore verde pisello che scopriamo grande appassionato di Frodo e compagnia bella. Riflessione: quanto tempo è passato dall'ubriacatura del Signore degli Anelli e quanto poco è rimasto di quella stagione in cui i film venivano visti e rivisti, ci si procuravano libri e versioni, e la critica trovava vaste praterie per esercitarsi! Ma l'assesore in questione è rimasto indefesso all'inizio degli anni del nuovo secolo. Non ha dimenticato, e resuscita Gollum, il mostriciattolo dagli occhioni a palla, in una nota chilometrica, che dicono gli sia costata lunghe notti di studio e riscrittura, rivolta ai sindaci di queste parti che si sono permessi di "fare politica" e, magari, hanno buttato lì la strana storia della sparizione tipo mago Silvan del coniglietto allo zolfo che si è smaterializzato dall'aere profumata della Piccola Città ed è finito nel cilindro a cinquestelle. Tutto vero e certificato. Va bene così. Meglio se la Piccola Città s'è tolta il pensiero dello zolfo. Bravi e, soprattutto, bravo all'assessore che è riuscito in un compito così arduo, mettendo a rischio la propria salute. E allora dico: avanti così, lasci perdere le malelingue della politica e continui a fare il depuratore vivente. Dicono i frequentatori della casa del balilla e dintorni che dove passa lui c'è un effetto air fresh garantito. È un po' come il Viks vaporub, molto più che le caramelle alla menta, espettoranti. Una fortuna, un santo vivente, magari da portare in processione nei luoghi della sofferenza. Dopo lo zolfo respirato a pieni polmoni e depurato dal suddetto assessore a rischio salute, la Piccola Città attende trepidante le nuove gesta del Superman, del Nembo Kid de noantri. Ma, dicono i bene informati, che l'assessore è un abitudinario, si sposta poco. E, dopo un po', non ce la fa proprio a respirare: gli manca il fiato. Così, tolto il giardinetto del Pincio fino alla premiata ditta maritozzi con panna, alle scuole elementari, già alla rotonda di via Cencelle l'effetto aria pulita si attenua e sparisce del tutto. Qualcuno ha provato a invitarlo a prendersi un caffè al bar Giacomini, in viale Baccelli dove circolano un po' troppe macchine e gli aficionados del bar sport si sono muniti di mascherine. Non quelle di carnevale. Ma non c'è stato verso. E neppure un gruppo di mamme di via Sangallo, là dove giunge il festoso, e copioso, fumigare delle navi da crociera, ha potuto schiodarlo dalla sua scrivania. "Venga, venghi per carità gli abbiamo pure preparato la crostata e la pizza ricoperta. Per lei è come fumarsi un paio di sigarette. Ci regali una boccata d'aria pulita". Niente da fare. Lui s'impunta e non si muove. Al massimo, proprio proprio, si sposta per qualche bella manifestazione del No, fuori porta. E, poi, carinello, con tutto quello a cui pensare. Qualcosa gli sfugge. Come al mio compagno di liceo che quando la professoressa gli spiegava gli errori con la matita blu, replicava sconsolato: "mannaggia, m'è sfuggito". E così al suddeto assessore, dopo i proclami e le sbrodate elettorali, è sfuggito di togliere la chiave dal quadro della centrale a carbone. Almeno il sindaco, porello pure lui, glielo avrebbe potuto ricordare. Per le navi in porto, nessuna preoccupazione: sono in arrivo le banchine elettrificate, a momenti, come la raccolta differenziata. Troppo lavoro: così le carte del forno crematorio, anche loro, gli sono sfuggite. Mica se la devono prendere con lui i vecchi amici di marcia del Ghetto. Chi gli dà il tempo a questo fenomeno vivente, a questo depuratore umano di farsi quattro passi al Parco di san Gordiano o a quello della Resistenza? E, allora, fra una profonda inspirazione e l'altra, dimentichi le cattiverie dei politici, si mangi una bella fetta di colomba alla sambuca e stia tranquillo il carinello di turno, ha tempo per riparare, può farcela, come il mio amico scordarello che si beccava, ogni anno, tre materie.

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