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La Piccola Città: 2x1

Ah, i bei tempi andati. Di quando andavi a fare la spesa dal pizzicarolo e ti mettevi in fila davanti al bancone di marmo bianco, sempre troppo alto, e guardavi i nastri decorativi delle carte moschicide con i cadaveri appesi lì da chissà quanto tempo. I bei tempi, delle chiacchiere, dei pettegolezzi delle donne con la borsa della spesa, di quelle di finta pelle intrecciata. E il sor Nando, magari Agostino che rispondevano, sempre, con un "nun se preoccupi sora Rosa, è tutta robba fresca" alla domanda delle tante massaie che chiedevano il taglio buono, le uova di giornata. E, magari, a qualche prediletta procace donna di casa toccava il premio del bottegaio che si sporgeva dal bancone con il pezzetto di formaggio, l'olivetta da far assaggiare, qualche volta da accompagnare fra le labbra irrossettate e, perché no, frementi di sana libidine.

Bei tempi, non c'è che dire, di quando il salumiere scendeva dal pulpito per andare a rastrellare la pasta nei grandi cassetti col vetro, la farina dai sacchi. E il rito delle alici pescate dal bidoncino e sbattute prima di essere adagiate sulla carta, del tonno afferrato a tocchi e sgocciolato?! Se eri bravo, avevi in premio una fetta di cioccolata bicolore, tagliata dal salamotto colla carta stagnola, che veniva preso di mira dalle mosche sfuggite ai nastri che volteggiavano dal soffito. E poi il mercato all'aria aperta con le lenticchie, i ceci, i fagioli ammassati nei sacchi, da mettere a bagno per ore. Tutto avvolto nella carta di giornale o in quella straccia paglierina. Cartocci e cartocetti; gli spaghetti tenuti insieme da un giro di carta turchina. E l'olio spillato dai contentitori col rubinetto nei misurini da un quarto. Che tempi! Quelli della frutta di stagione: uva, mandarini e aranci e poi pesche e albicocche nei poriodi che dio comandava; quelli del macellaio col camice sempre macchiato col rosso del serial killer e le gocce di sangue del quarto del povero bove distillate sulla segatura. Squartamenti, schizzi di sangue e frattaglie erano all'ordine del giorno. Ma quali animalisti e vegani d'Egitto! Ti sceglievi la polanchella ammassata nella gabbia e te la portavi a casa a testa in giù con le zampe legate. E poi la tiratina di collo, l'acqua bollente e lo spennamento con una puzza che mi è rimasta fra i ricordi più vomitosi. La cartata di pesce sventrato e pulito nel lavandino con i resti gettati al gatto. Tutto con parsimonia, alla giornata, perché al massimo qualcuno c'aveva la ghiacciaietta. Ti capitava, ogni giorno, di fare le scale con la bottiglia in mano per andare al grottino per il litro di vino rosso asciutto. E, nell'occasione, con i soldi stretti in mano, ti mandavano a fare il servizio dal tabaccaio. Mentre qualche vecchio avvicinava all'orecchio il toscano per saggiarne la bontà, perché allora sigari e sigarette si compravano sfusi, tu chiedevi cinque nazionali esportazioni e mezzo chilo di sale grosso. Perché quello, il sale, te lo pesava su una bilancia col patocco il tabaccaio, sempre indaffarato a distribuire francobolli e buste con carta da lettere inclusa. E, quando tornavi a casa, un po' sfiatato dopo aver scalato sei rampe di scale, ti attaccavi al rubinetto. Che buona l'acqua di una volta, fredda d'inverno da far male ai denti e calda come il piscio d'estate. Bei tempi andati, delle caramelle da una lira, dei lacci, delle rigulizie. Ma, a ripensarci, mica tanto belli. Perché le botteghe erano anguste, buie, gli odori forti, i generi alimentari messi lì senza nessuna protezione. E poi quella era la forma di cacio, e quello il siluro di mortadella, quella la corona di salsicce e il baccalà che riposava nell'acquario ed emenava un odore forte, poco piacevole. Vuoi mettere i sapori di una volta! Sì, però.... A essere onesti.... Magari adesso sarà tutta un'esagerazione, ma è tutta un'altra cosa. Le luci, la pulizia, le confezioni. Il pollo mica lo vedi, e non vedi neppure il coniglio: tutto fatto a pezzi, bello, pronto, profumato, più tenero e saporito. E vuoi mettere i surgelati con le loro confezioni che già ti fanno venire l'acquolina in bocca, il pesce che te lo danno bello e pulito e pronto da cuocere. E le confezioni da sei di acqua minerale che c'è naturale, leggermente e frizzante che magari sgorga da qualche ghiacciaio, e la coca cola, la fanta, la sprite e le birre che fai santo o testa nella scelta fra le industriali e le artigianali. Altri tempi quelli che furono, della gazzosina e del gelato da dieci lire, ma cara marchesa, io preferisco questi con i fagioli precotti e pronti all'uso e il tonno in scatola. E, soprattutto, vuoi mettere le offerte, le promozioni, i bollini. Di questi ultimi tempi mi è capitato di vedere diverse persone con la calcolatrice in mano e, nel mio ambito familiare con carta e penna, fare i conti dei prodotti acquistati perchè con 15 euro arrivi al bollino che quando nei fai quindici ti danno una bella tazzina da caffè artistica, e se ti capita che la cassiera magari ti batte 14 euri e 80 centesimi ti compri due confezioni di tic tac. A questi metodi si è ispirato un nuovo movimento di cittadini della Piccola Città, di quelli del No al forno crematorio. Hanno sparigliato il campo con un'idea geniale: il forno crematorio magari sì, ma fateci uno sconto, un'offerta, di quelle paghi uno e prendi due. Che vuol dire? Facile. Le cronache confermano che se a qualcuno capita di crepare viene parcheggiato al cimitero perché, come quando vai a Roma e trovi sul display che non ci sono posti disponibili per mettere la tua macchina e dai le chiavi all'abusivo, qui il trapassato, il caro estinto lo schiaffi lì in attesa che qualcuno liberi il posto. E allora, dicono questi del movimento 2x1 sbrigatevi a finire il forno e magari incominciate a mettere fuoco e fiamme, però per ogni due cadaveri da incenerire ne paghiamo uno. Non fa una grinza. Ci guadagneremmo tutti. Quelli del forno che non vedono l'ora di incominciare col morto alla pala e gli abitatori delle Piccola Città che libererebbero nella rarafatta atmosfera di S. Lucia i loro cari con lo sconto. Qualcuno già obietta che potrebbe esserci il rischio di qualche morte sospetta, di diverse spine staccate anzitempo per approfittare dell'offerta. Le solite chiacchiere. Fanno bene questi del movimento del 2x1, perchè dei No, dei se, dei ma, dei ricorsi al Tar non se ne può più. E poi che vi aspettate dalle pippette a cinque stelle che confondono carte e date? Galleggiano nella broda fognaria a cui hanno ridotto la Piccola Città. Le cronache di pieno inverno parlano ancora di acqua che manca, di voragini, del fallimento con buffi del progetto del gusto turistico alla Calata. E via discorrendo. Ci salvi la caccia febbrile delle offerte da supermercato e questo 2x1, perché qui non abbiamo neppure la speranza di qualche polizza assicurativa piovutaci addosso senza nemmeno saperlo, come è capitato alla sindaca.

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