Per visualizzare questo elemento è necessario Flash Player.
Unicef
Guardia Costiera

La Piccola Città: cronaca vera

Se andavi dal barbiere, dovevi mettere nel conto lunghe attese. Magari ti capitava chi, oltre al taglio di capelli lungo e accurato con ripetuta visione dello specchio, si sottoponeva all'arte del rasoio. Barba e capelli. Una disdetta. Ma è anche vero che, qualche tempo fa, la pazienza e la comprensione erano doti abbastanza comuni, e che, anche se le ventiquattrore erano sempre quelle, venivano vissute come se fossero trentasei o quarantotto. Tempi lenti, spostamenti a piedi e, più lontano, in bicicletta. Non a caso i treni erano accelerati e il caffè del bar era espresso perché non seguiva il lungo rito della caffettiera napoletana.

Anche con questo mio ragionamento me la sono presa comoda, chiedo scusa, e torno alle attese dal barbiere che erano fatte di chiacchiere: soprattutto lunghe discussioni sulla compilazione della schedina dal giovedì al sabato, prima delle partite del campionato, tutte giocate la domenica alla stessa ora, e immancabili imprecazioni per il tredici mancato dal martedì al giovedì. E poi c'erano le riviste, consunte dalle ripetute letture. Meglio dire dalla visione delle figure. Perché dal barbiere trovavi magari "ABC" e "Le ore", severamente proibite e peccato mortale dal confessore. E poi c'erano le nefandezze, la coratella di "Cronaca vera". Dopo la copertina in biancoenero con immancabile modella nuda, seguivano i fattacci più cruenti, documentati da numerose foto con puntuale cadavere e titoli cubitali, sensazionalistici, di color rosso sangue, ovviamente. Prendo a prestito il titolo di questa rivista ultrapopolare per andare all'altrettanto ultrapopolare evento del referendum con vittoria dell'accozzaglia del No e ritorno al futuro della prima repubblica tanto cara ai vecchi giocolieri da salotto bene, ringalluzziti e ritornati in vita per l'occasione, senza neppure l'ausilio di qualche flebo. Tanto, esagerato scalpore per la ragazzina di quattordici anni ibernata in Inghilterra. Qui da noi il ciclo è già stato completato: ibernati dalla storia e resuscitati dal referendum, basta guardarli. E vado alla cronaca, vera, personale, della Piccola Città alle prese con la Costituzione. Tralascio la copertina e, alle pagine quattro e cinque, trovo col titolo in rosso: "Anziana sofferente, infuriata contro il governo Renzi". Giovedì prima della domenica delle matite copiative, accompagno mia moglie per una visita specialistica. Ambulatorio palazzo in centro, con annessa immancabile farmacia sottostante. Mentre saliamo le scale sentiamo le imprecazioni di un'anziana signora, ingioiellata fino all'inverosimile, che arranca per le scale sottobraccio alla badante. Che strepita? "Li mortacci de Renzi; quanno lo metteranno l'ascensore ne sto' ca... de palazzo?". Referendum: voto No. Pagine nove e dieci. Venerdì mattina, antivigilia delle matite copiative. Vado a compare il pane, mentre esco sulla Baccelli, due anziani prendono a calci le foglie cadute dall'alberata e urlano, per farsi sentire: "Qui finisce che quarcuno ce se rompe l'osso der collo. Sto' governo è capace solo de mettece in croce co' le tasse. Mica pia na scopa e dà na pulita". Referendum: voto No. Scorro velocemente la mia "Cronaca vera" e vado alle pagine quattordici e quindici. Sabato, vigilia delle matite copiative. A TRC una giovane tecnica parla del pericolo che ritorni il fascismo. Peggio di quello di Mussolini. Domanda: "sai che cosa è stato il fascismo?". Risposta: "me fido, l'ha detto Grillo". Referendum: voto No. La mattina delle matite, "Cronaca Vera" della Piccola Città alle pagine venti e ventuno. Viale, ristorante, pesce. Coppia di romani che si strafoga mezzo mare. Lui sfoglia "il Fatto quotidiano" e, quando non ha il boccone, si esibisce in un monologo di sciocchezze, del tipo bisogna rivoltare i barconi e prendere a calci nel c.... questi zozzoni, altro che Renzi. Lui e lei, naturalmente ingioiellata con borsa firmata, coppia di anziani benestanti romani con innumerevoli appartamanti e negozi in affitto nella capitale, "il Fatto quotidiano" sotto il braccio. Referendum: voto No. Siamo alle ultime pagine. Mentre mi reco al seggio con mia moglie, alla suddetta che detiene il cellulare, arriva l'sms di nostro nipote, rompicoglioni da sempre. Recita: "Bravi! Non vi basta avere imbrogliato col voto all'estero, adesso ci mettete pure le matite copiative fasulle!". Referendum: voto No. Che dire di questa valanga di coratella elettorale? C'è un'unica speranza, per uscire da questo mondo cinico e baro: le Canarie. Vado alle pagine conclusive della "Cronaca Vera" della Piccola Città. E leggo dell'incontro con due nostri amici che alle Canarie ci sono stati da poco. Meglio lasciar perdere. Cinque ore d'aereo. Troppe. Tutto in ordine, niente barriere architettoniche, prezzi modici, brava gente, ma una marea di carrozzelle con ruote lenticolari, un vecchiume da spavento, e tanta noia. Non resta che seguire le consultazioni delle diciassette delegazioni del nulla e adeguarci all'aria del rinnovamento, della rivoluzione popolare.

Social

Facebook Twitter YouTube RSS Feed

Cerca nel sito

Videogiornale
Streaming TRC
banner
banner
Aeranti Corallo

Artimediali - Web Design & Graphics - Creazione siti Internet
Realizzazione siti web