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La Piccola Città: saluti e baci

piccola cittaSaluti e baci si leggeva sulle cartoline d'un tempo. Chissà se si usa lo stesso linguaggio con gli sms. Comunque sia, la Piccola Città, almeno per ora, è ai saluti e ai baci. Va in vacanza? Si prende una pausa si riflessione? Chiude per ristrutturazione? È in partenza come tanti fuggiaschi verso il paradisetto a buon mercato di Tenerife? Si riposa in vista della lussureggiante estate civitavecchiese che promette pesce fritto e fuochi a volontà? Questo mio è un avviso, come quelli dell'Enel quando stacca la corrente, un'avvertenza per gli utenti della Piccola Città, perché, magari, non si facciano prendere da strani pensieri.

Che dire d'altro? Se scorro le cronache, non trovo un appiglio di novità, di un bel sorriso sotto i raggi del sole. E, badate bene, non si tratta di innato pessimismo, di voluptas dolendi, e via discorrendo. Tutt'altro. Qui non basterebbero gli ettolitri di birra e di whisky del duo Farage-Johnson per una bella sbornia che rimuova l'esistente. Il tran tran quotidiano parla di crisi infinita del sogno (?) Privilege, dello sciopero a TV sud, del malessere generale perchè continua a mancare l'acqua, un fattore elementare di uno straccio di vita accettabile, almeno fra le mura domestiche, mentre per strada si moltiplicano i rigagnoli, i fiumiciattoli delle perdite. Strade? Strade o carrarecce? Buche che quando le prendi in macchina per il sobbalzo ti manca il fiato. E se poi, malauguratamente, cerchi di risollevarti e scorri la pagina sportiva, è tutto un pianto, un rammarico. Una serie di addii ai sogni di gloria, di frustrazioni che si attaccano come le rampatelle. Addio alla serie A1 di pallanuoto. Un traguardo che la Piccola Città avrebbe meritato per le infuocate telecronache dell'inarrivabile Johnny Pimpinelli, distrutto a fine gara e bloccato a forza nel tentativo di lasciarsi andare fra le tenere onde della vasca di Bogliasco. "Una volta va bene, due volte pure, ma sempre sempre, è un'ingiustizia che non sopporto; lasciatemi al mio destino!", avrebbe detto il preparatissimo telecronista, esasperato dalla iella nera e bloccato sul più bello, mentre aveva incamerato tutta l'aria possibile per ruggire, emettere il boato liberatorio del gooool della vittoria. Niente da fare. Nella Piccola Città bisogna tenere pazienza, tanta pazienza. Abituarsi ai passettini da formichina, che facevamo nel gioco da ragazzini; perché non ci sono concessi i balzi da leone. Di nuovo, saluti e baci.

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