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La Piccola Città: All'Onestà

piccola cittaNon fare i compiti, andare a pesca, passare intere giornate a mare, seguire mio padre al cantiere. Queste erano le mie vacanze, e quelle della maggior parte dei ragazzi della Piccola Città negli Anni Sessanta: arrivavamo a sera sfiancati dai giochi interminabili sotto casa, mentre i grandi prendevano il fresco. Allora non c'erano gli avvisi della protezione civile e le nefaste previsioni del tempo che, ogni minuto, preannunciano il corso regolare della natura.

Eppure faceva davvero caldo, ci si rigirava nel letto senza neppure il refrigerio di un refolo d'aria proveniente da porte e finestre aperte. Faceva ancora più caldo nei due brevi periodi di vacanza che trascorsi dai miei zii a Milano. Una settimana per poi tornare con i miei cugini a casa mia per la loro stagione al mare. Un mondo da favola: il Duomo, la Torre Velasca, i grandi viali, come corso Buenos Aires dove abitavano gli zii. E poi San Siro, il velodromo Vigorelli, i magazzini All'Onestà. Un nome che ora non dice niente, ma che era molto importante negli anni del boom, legato ad una catena di grandi magazzini con una squadra di pallacanestro in serie A: un'azienda modello, di quelle che offrivano soggiorni ai dipendenti, scuole ai loro figli, appunto, all'insegna dell'onestà, della conduzione e dei prodotti messi in vendita. Proprio a Milano, in questi giorni di questa parola ne è stato fatto un coro da stadio nel tipico stile della propaganda a cinquestelle. Perché, credo, che chi è onesto non si metta un cartello al collo con la suddetta scritta: l'onestà uno ce l'ha e non la sbandiera, perché è un modo naturale di condurre la propria esistenza. Niente da eccepire del coro. D'altra parte viviamo nell'ubriacatura dell'apparenza, del messaggio mediatico. Ma sarebbe bene ricordare ai coristi di Milano, che l'onestà non è solo quella del portafoglio, ma anche dei comportamenti, del parlar tanto e bene, e razzolare male, come nel caso del primo cittadino che, nella deriva avvilente che stringe la Piccola Città, trova il tempo soltanto per i proclami, per non usare un termine volgare ma più appropriato che inizia con "ca" e finisce con "te". Su questa linea dichiara pomposamente che andrà a votare per il referendum sulle cosiddette trivelle "per porre limite a delle piattaforme che altrimenti non saranno mai smantellate, perché il ricatto occupazionale non esiste e perché vanno minimizzati i rischi ambientali". Bene, bravo, compitino copia incolla eseguito con diligenza, sette più. Ma il suddetto, e la pletora dei soliti vagheggiatori del mondo che non c'è e che non può esserci, dove vive? Che fa, oltre a ripetere il motivetto che gli piace tanto, bla bla bla....? Lui e il gregge del no, che può fare a meno delle trivelle, delle centrali, che c'ha i termosifoni ad acetilene, l'automobile dei Flintstones, comunica con le nuvolette di fumo degli Apaches, manda avanti il frigorifero e la lavatrice pedalando per mettere in movimento la dinamo? Questa genia dei no a prescindere è quella che poi si allontana dai cortei gioiosi con suv che consumano una discreta quantità di gasolio, incita la protesta contro le antenne ripetitrici con due telefonini al seguito.... Alla faccia dell'onestà intellettuale. E poi con che faccia, appunto, con quale onestà (non quella ad uso circo mediatico di Milano) il sindaco parla di posti di lavoro? Lui che governa, amministra, si fa per dire, una città allo stremo, lui che non è stato capace di inventarsi uno straccio di progetto, un'operina pubblica per qualche boccata d'ossigeno. Che sono 11 mila posti di lavoro delle trivelle per le stelline orfane? Che gli frega. L'importante è gettare fango sugli altri al grido dell'onestà. Della presunta onestà. Vada pure a votare e ci porti il suo codazzo, vada a prendere a casa l'assessore che pantano è di nome e di fatto, spocchioso e inconcludente, anzi nocivo. A proposito, che fine ha fatto l'onesto progetto dell'albergo a Fiumaretta? Perché preoccuparsi per il mercato coperto e quattro dehors, per l'estate prossima ventura senz'acqua? Che gli frega. L'importante è sventolare la bandierina dell'onestà, voltandosi dall'altra parte quando scoppia qualche onesto scomodo casino del genere grattaevinci svizzero. Onesto e martire: ricordate l'agguato nella città violenta? Orsù, si alzi di prima mattina, salti la colazione e corra al seggio in nome della salvaguardia dell'ambiente. Magari, trovi un minuto per uno sguardo sul porto e ammiri la natura alla quale fa da sentinella nel nome dell'onestà orfana e acefala. Ieri mattina, dopo un caffè da Danilo, proprio vicino al luogo dell'attentato, guardando verso il mare ho notato una simpatica onesta e corale fumata di MSC crociere e consorelle che oscurava perfino il camino killer della centrale e il cantiere Privilege. A proposito, l'onesto si agita solo per le lontane trivelle? E questi disoccupati? E quelli dell'Italcementi? Sono tutti disonesti? Vada, corra a votare, e si prenoti per il referendum contro il rubamazzo.

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