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La Piccola Città: flash mob

piccola cittaMentre sulla stampa e nei notiziari tv nazionali il comune di Filettino viene citato con simpatia per il record di centenari, Rivisondoli Bassa per la festa della castagna, Carpineto di Sopra per il festival dell'armonica a bocca e Sgurgola Marsicana per la sfilata dei cinghiali al guinzaglio, alla Piccola Città tocca, ancora una volta, recitare la parte di Calimero piccolo e nero.

Ma quale festival, ma quale rassegna, sagretta paesana, qui arriva ancora m....a, solo m....a. Dopo il recente exploit della trasmissione Rai 2 Virus, è stata nuovamente scalata la vetta delle prime pagine: questa volta con il primo cittadino "strattonato", così leggo e riporto. Un brutto episodio sul quale, come si è soliti dire, spetta agli organi inquirenti indagare e valutare le eventuali responsabilità. Intanto, il primo cittadino che le cronache riportano sotto choc, ha avuto uno scatto di lucidità per andare al pronto soccorso e per recarsi al locale, si dice così, commissariato per sporgere regolare denuncia. E a lui esprimiamo, il nos è indispensabile per dare il tono giusto dell'ufficialità, la nostra piena solidarietà come quella dell'elenco telefonico di messaggi di dispiacere, di incoraggiamento, di condanna della barbarie che sono arrivati da tutte le parti. Tanto non costano niente. In questa atmosfera da post attentato sono piombate le meteore nazionali col comico che ha minacciato, riportano le cronache, "ma non ci fermeranno" e il pupetto perbene, vicepresidente della Camera, che ha proclamato: "Difendiamolo dalla campagna di odio nei suoi confronti". Due dichiarazioni che fanno venire i brividi, intanto perché mi chiedo, se qualcuno non li ferma, questi dove ci faranno finire? E poi al pupetto che sta 24 ore su 24 davanti a telecamere e microfoni col niente che lo avvolge, chiederei, perché non si fa una passeggiata nella Piccola Città? Dove sta tutto questo odio? La sua è un'offesa, gratuita e strafottente, agli abitatori fin troppo mansueti e pazienti che non ce la fanno più. E, magari, sbottano e fra i banconi di surgelati del supermercato, come mi è successo ieri mattina, quando si è sparsa la notizia dell'"attentato", per dirmi che con questi non se ne può più, che non è possibile per un cittadino avere un confronto, un dialogo. Capita pure che si moltiplichi la schiera di quelli che hanno votato solo e contro il puzzone, e che ora si sono pentiti e finiscono per rimpiangerlo, perché nella stessa circostanza avrebbe preso per un braccio il presunto aggressore e lo avrebbe portato al bar Danilo, per farlo ragionare. Una concezione diversa non solo della politica, ma della responsabilità di chi dovrebbe guidare la città. Non mi va di arrivare alle vette del porgere l'altra guancia, perché l'indottrinamento a cinque stelle prevede un solo padreterno, figurarsi se si può abbassare al povero cristo, ma almeno di pensare che chi governa debba sentirsi addosso la responsabilità di superare le divisioni, di risolvere i problemi, come hanno fatto per decenni tanti sindaci della Piccola Città, per i quali non sono certo mancati i bocconi amari, le minacce, gli spintoni. Ma le meteore inquisitrici hanno un altro stile, un'altra concezione del mondo. E così voglio esprimere la mia solidarietà all'operaio senza stipendio, imbufalito perché non trova risposte, che perde la testa. Anche lui ha subito una violenza, che il codice penale non contempla. Come tanti lavoratori del settore per mesi è stato preso per i fondelli. Nessuna soluzione. Faremo, vedremo: è il vocabolario con i verbi sempre al futuro che la bamboletta parlante, quella che non occupa le poltrone, ripete senza sosta e che il primo cittadino proclama con un frasario degno di un martirologio dopo la violenza subita, promettendo a tutti che "la città tornerà a splendere". Ma dove? Ma quando? Nell'amarezza per la vile aggressione non manca la solita litania dei debiti ereditati, degli sconquassi di chi c'era prima. Ma è un po' come quelle canzoncine dei juke box estivi, ascoltate fino allo sfinimento, e poi dimenticate con l'arrivo dell'autunno. I molti che cantarellavano allegramente le strofe a cinquestelle, da un po' si sono stancati della solita musica. Il tempo passa e il disco sul piatto è sempre quello che gira e gira. Altro chiedono gli abitatori della Piccola Città, ai quali basta e avanza santa Fermina come martire, e meriterebbero di essere guidati da uno che sta in mezzo alla gente, che si rimbocca le maniche e la smetta di frignare. In queste ore drammatiche a riaccendere la speranza ci pensa il mondo social, quello che ti manda in parlamento con cento preferenze. Leggo che sta per entrare in azione un Flash Mob di solidarietà per il sindaco offeso dal vile aggressore. Che è? Mi informo: è, letteralmente, una folla che si raduna in un lampo nel mondo magico di internet, facebook, twitter e dintorni. E chi non ce l'ha? Che fa? Urgono istruzioni. Non voglio perdermi questo flash e l'affollamento che ne consegue.

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