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La Piccola Città: cinema

La scomparsa di Silvana Pampanini mi ha riportato ad una pagina della cronaca della Piccola Città ancora profondamente ferita dalla guerra e dai bombardamenti. Fra le macerie, vere, della darsena inizia il sogno di riabilitazione dei due protagonisti di "Noi cannibali" Aldo e Virginia, Vincenzo Musolino e, appunto, Silvana Pampanini. Un documento unico che fa rivivere, nella pellicola realizzata da Antonio Leonviola, la città e il suo popolo degli anni duri della fame, della miseria, della ricostruzione.

La città allo specchio nelle immagini dei tanti film girati a Civitavecchia è il progetto che riuscii a realizzare con il contributo della Provincia di Roma, attraverso l'impegno del compagno e amico Gino e l'aiuto di tanti amici con un lavoro di ricerca durato per anni. Così nella pellicola, dai toni accesi del Ferraniacolor, compaiono gli scorci della darsena, della nuovissima centrale di Fiumaretta, il rettilineo fuori del bagno penale, la stazione e la ferrovia per Orte. Dal capostipite "1860" di Alessandro Blasetti con le troppo rapide immagini del porto e della Rocca del 1933, moltissimi sono i film girati nella Piccola Città, presa a prestito, nella gran parte dei casi, per qualche scorcio del porto. Fra le eccezioni c'è il film con protagonista Silvana Pampanini. Un avvenimento, perché significò partecipazione e lavoro per decine di comparse e figuranti, anche con ruoli importanti, come quello indimenticabile di Mimma, protagonista del ballo nella festa alla baraccopoli della darsena. Un altro film racconta Civitavecchia di qualche anno dopo. "Marisa la civetta" di Mauro Bolognini con Marisa Allasio e Renato Salvatori, girato nel 1956, apre lo sguardo sulla stazione, il viale e il fascio di binari con le locomotive a vapore, il porto e il silos, le navi della Tirrenia, il Forte con ancora i segni delle bombe, fino alle immagini, uniche, del litorale a nord, campo da gioco di calcio, che sarà occupato e cancellato dalla costruzione delle centrali. Di tutto e di più, come si dice di questi tempi, è stato girato nella Piccola Città. Nel 1958 fu perfino ricostruita la via Caracciolo di Napoli per il film in costume "Ferdinando I re di Napoli" con i fratelli De Filippo, Vittorio De Sica, Renato Rascel, Nino Taranto, Aldo Fabrizi e la bellissima Rosanna Schiaffino. E poi il porto stile gangster story di "Agente S3S passaporto per l'inferno", "La banda del Gobbo", "I gabbiani volano basso", "Due mafiosi contro Al Capone" con Franco e Ciccio, fino alle fiction più recenti. L'elenco è lungo, e richiama alla memoria film d'autore come "Rocco e i suoi fratelli" di Luchino Visconti (la stazione, le carrozzelle, ancora il porto, il giovanissimo Rocco-Alain Delon e Annie Girardot), "A cavallo della tigre" di Luigi Comencini (la scena dell'inseguimento e della cattura in porto di Giacinto-Nino Manfredi), "Il sorpasso" di Dino Risi (il porto, il pranzo di pesce in trattoria, l'ergastolano con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant), fino al mitico varo con marcetta della banda Puccini del "Secondo tragico Fantozzi". Il porto prima della rivoluzione crocerisitica rivive nelle immagini finali di "Sissignore" con Ugo Tognazzi regista e protagonista e la procace, dirompente Maria Grazia Buccella che ritroviamo in barchetta con Carlo Giuffré, nelle stesse acque, in "Basta guardarla" di Luciano Salce. Un altro set a lungo in città, tante comparse e figuranti, come ai tempi di "Noi cannibali", per "Che ora è?" di Ettore Scola: il primo ciak il 13 febbraio 1989 alla caserma Piave. La Piccola Città rivisitata nello scontro fra il padre-Marcello Mastroianni e il figlio-Massimo Troisi (le suggestioni del bar fronte del porto, il fontanone in piena notte, le banchine dello scalo che suscitarono la cagnara del solito sciocco difensore dell'inesistente civitavecchiesità). Il cinema come documento con la città non come sfondo usa e getta, ma protagonista delle atmosfere uniche che sapeva suscitare ancora la pellicola di celluloide. Un discorso che andrebbe completato con quattro soldi, per andare a recuperare alcuni film anteguerra. La ricerca continua, ma non bastano l'impegno e la buona volontà. Intanto si susseguono i set sempre meno cinematografici e più televisivi, e ti sorprende ritrovare la salita della Morte nella fiction dell'affollatissima famiglia di "Tutto può succedere". Ma il film dei film si gira da più di un anno alla casa del balilla. La casa distributrice ha le stelle come la Lux Film e la Cineriz (ricordate?), ancora da stabilire il titolo e molto incerto il finale. Da riscrivere il copione perché i soldi del fronte del porto non sono arrivati e quelli dell'Enel potrebbero tornare al mittente. Il titolo iniziale "Mars Attaks II" per il sadico impegno distruttivo degli alieni stellari potrebbe essere sostituito da "Altrimenti c'in.......mo" con gli abitatori della Piccola Città che rimandano nel cosmo gli extraterrestri a suon di sganassoni stile Bud Spencer e Terence Hill, per rimanere al cinema, con un prossimamente.

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