Per visualizzare questo elemento è necessario Flash Player.
Unicef
Guardia Costiera

La Piccola Città: Quartetto Cetra

piccola cittaDove è finita la pasionaria sbracciante a fianco degli operai Privilege e urlante mano nella mano con gli abitatori della palazzina Ferrotel? Chi l'ha più visto l'assessore verde pisello marciante contro ogni granello di cemento e d'asfalto dell'orbe terracqueo? E con loro gli incazzati di sempre, i no qui, i no là, a prescindere, con scampagnate fuori porta a manifestare, a fare casino, contro? Questo piccolo, variegato mondo che ha sempre avuto dalla sua la fortuna di un'amplificazione smodata con un gruppetto sparuto che diventa folla, una passeggiata fra amici un corteo, cento firme un referendum; questo piccolo mondo ha fiutato l'aria, la ventata che ha gonfiato le sue vele inesorabilmente destinate alla bonaccia e si è prontamente piazzato nel nuovo firmamento a cinque stelle.

Ha fatto un bel lavaggio dash che più bianco non si può delle navigate esperienze nella cosiddetta sinistra più o meno gruppettara, e si è piazzato con successo e nuova visibilità. Giusto, perché dal comico in giù, gli astri nascenti, i diversi, sbandieravano equità per i cittadini, democrazia anche negli angoli più riposti delle cantine, microscopica salvaguardia dell'ambiente, e tanta salute. A proposito: dove sono finite le marce della salute così numerose ante marcia? Che le navi si siano comprati i fumaioli elettronici come le sigarette tanto di moda? Molti interrogativi, e una buona dose di interrogative indirette del vecchio latino, per scoprire che i suddetti, e i cespugli che sono proliferati intorno al nuovo movimento, li ho ritrovati come vocalist (ricordate i 4+4 di Nora Orlandi al festival di San Remo?), nello show del Quartetto Cetra a Cinque stelle che si è esibito nella conferenza stampa fiore all'occhiello, distintivo, patacchino doc della giunta, che ha illustrato il futuro radioso della città turistica. Dopo tanto studio, pensate un po': hotel, come loro, a cinque stelle, 188 stanze con piscina a laguna di 800 metri quadri, ristorante e centro shopping con 47 negozi. Dove? A Fiumaretta. Prendendo a prestito il titolo di una simpatica, irripetibile rubrica del "Cuore" di Michele Serra, che recitava : "Chi se ne frega!", mi sento di confermare quanto al vasto popolo della Piccola Città possa fregare che i crocieristi paperoni si vadano a infognare nelle esclusive stanze e suite cementificate sulle rovine della centrale a carbone, e tanto meno credo che freghi che, aprendo una finestra, vengano colpiti da una zaffata di fumo crocieristico, e che sentano la puzza del depuratore e i rumori dell'Aurelia, che si facciano un selfie collo sfondo delle brutture del cimitero con serbatoi. Affari loro, c...i loro! E comprino pure nei negozi del loro duty free esclusivo. Sempre c...i loro sono! Ma il cittadino, i tanti abitatori della Piccola Città che continuano a prendere sberle da tutte le parti, che in questi giorni parlano solo di questo, si chiedono il perché di questa scelta chiavi in mano dei falsi liberatori che, magari, hanno pure votato. E le vere emergenze? Per dire l'acqua, le perdite della suddetta, le strade dissestate, i piazzali tornati al terriccio pre asfalto (v. anagrafe Campo dell'Oro, v. negozi viale Togliatti) e, soprattutto, le tasse che strangolano? La verità è che questi signori, portati dal vento impetuoso dei proclami, che fanno presa nel declino inesorabile del giudizio popolare, hanno avuto buon gioco con la pantomima del comico all'insegna del sempre e comunque contro. E contro li hanno scelti gli abitatori della Piccola Città che ora si pentono. Il carnevale è finito: è calata la maschera! Da astri folgoranti a meteore a cinghia di trasmissione del fronte del porto, della ciccia, è il percorso a cinque stelle, chiaro da subito. E l'albergo Fiumaretta con shopping non è forse un progetto chiavi in mano di Molo Vespucci, non è una nuova voragine che si apre fra la città e il suo porto? Lasciamo da parte quella che avrebbe potuto essere la scelta giusta di un'area da destinare ai servizi portuali. Dimentichiamo anche che qui avrebbe potuto sorgere il nuovo stadio del nuoto e un'area attrezzata per lo sport da fare invidia con il giovin sindaco d'allora che partorì il capolavoro della piscina (inutile e dispendiosa) da 50 metri su un fosso con parcheggio lungo una strada. Lasciamo tutto questo, per chiedere. A chi giova? Credo all'ennesimo volpacchione fuori porta, come per piazza degli Eventi, della Pace, della Vita (faccio confusione fra queste nuove pompose e iettatorie intitolazioni), che lascerà alla città solo le briciole: una manciata di donne delle pulizie e di cassiere, a dire tanto, e si prenderà la polpa alla buona faccia di chi ormai vive oltre confine. Il porto ricco e la città misera. Una cittadella extraterritoriale con i suoi lussi, i suoi agi, ma che butta la monnezza al di qual del confine con la sorridente approvazione dell'assessore gourmet prima repubblica, senza offesa per alcuni di quei padri nobili e di altro spessore.

Social

Facebook Twitter YouTube RSS Feed

Cerca nel sito

Videogiornale
Streaming TRC
banner
banner
Aeranti Corallo

Artimediali - Web Design & Graphics - Creazione siti Internet
Realizzazione siti web