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La Piccola Città: la pezza

piccola cittaNon ho mai avuto, e non ho, nessuna preclusione nei confronti delle mode. Riesco perfino a digerire le variegate creste del nostro grande Nainggolan, ma non sopporto i jeans, i pantaloni, più o meno firmati, con gli strappi che mettono a nudo carni più o meno sode dei/delle false trasgressive. Un insulto alla miseria, come si diceva una volta, quella vera, senza griffe, di chi era costretto ad andare in giro colle pezze al culo, e non solo.

Canottiere bucherellate come se fossero state prese d'assalto da uno sciame di tarme, scarpe aperte sul davanti, che parlavano, con le suole rabberciate dalle toppe del calzolaio, e, appunto, calzoni sulla cui progressiva inconsistenza intervenivano le donne di casa. Magari senza lavatrice, senza frigorifero le mogli, le madri sapevano, e dovevano, fare di tutto, anche le sartine che rivoltavano cappotti, colli di camicia, confezionavano pantaloncini e vestitini e... ci mettevano una pezza. "Tu me devi dì dove posso mette l'ago" era la frase sconsolata che ho sentito ripetere da ragazzino dalle donne sedute a ridosso dei finestroni della tromba delle scale di dove abitavo. Gli occhi al cielo, un sospiro e poi ago-filo-ditale con la toppa, la pezza cucita con mestiere, quasi sempre di un altro colore. Questa immagine mi è venuta in mente a proposito della faticosa opera di riavvicinamento all'interno delle forze del cosiddetto centrosinistra della Piccola Città. Il cosiddetto che, non molti mesi fa, ha mandato in mille pezzi una maggioranza con sindaco relativo sulla carta molto solida e operosa, in realtà litigiosa e, come poi è avvenuto, pronta alle coltellate alle spalle. Parlo da osservatore, lascio ad altri più competenti (?) analisi e disquisizioni, per dire che neppure la più brava delle madri mogli, e anche zie sorelle cognate sartine, credo, riuscirebbe a metterci una pezza su questo tessuto troppo consunto e lacerato. La conferma l'ho avuta seguendo il confronto su TRC fra il giovane segretario del PD e il meno giovane e navigato leader senza portafoglio del partito dell'uomo dall'orecchino e dalla baby pensione. Si è ripetuto un copione già visto con il PD aperto al confronto, pronto a ricucire, come si dice nel gergo politichese, e con l'altra parte che si è prodotta sapientemente in una bocciatura del governo, richiamando lo spettro del presidenzialismo, della disoccupazione, e per scendere al quotidiano cittadino, tornando alle accuse mica troppo indirette nei confronti del grande assente: il sindaco spedito fra i cavalli, le mandrie e le praterie natali con firme apposte in calce a quella del presunto nemico numero uno della destra più destra da combattere. E quando il giovane segretario del PD, per nulla intimidito, ha cercato di fare capire al tribuno interlocutore che è ora di lasciare da parte il passato, di non partire tutte le volte dall'età della pietra, di cercare insieme di risolvere i problemi che i cittadini in carne e ossa chiedono di risolvere, l'altra parte ha ripreso il comizio. Non si è spostata una virgola dal dibattito alla Festa dell'Unità, in cui la giovane esponente del PD cercava, anche lei, di ricucire. Parlava di una separazione tumultuosa, ma non di divorzio, della possibilità che la coppia (PD-Sel) facesse pace nel bene dei figli e della famiglia. Una buona volontà la sua più che lodevole, da martirologio cristiano, ma lontana dai fatti. Perché se è vero che nell'alta borghesia, fra i vip, divorzi e separazioni non sono così laceranti e, magari, si forma la famiglia aperta, gli ex si comportano come se nulla fosse successo, la realtà più diffusa dei matrimoni finiti male è costellata di insulti, liti, minacce, tira e molla dei poveri figli. E questo, a me sembra, il livello a cui si è ridotto il cosiddetto centrosinistra della Piccola Città. Allora mi permetto di dire al giovane segretario del PD: se non c'è più un punto in cui mettere ago e filo per cucire l'ennesima pezza, perché non prendere uno scampolo al mercato, un cartamodello e confezionarsi un paio di pantaloni nuovi? Dopo le accuse, gli attacchi senza esclusione di colpi bassi nei confronti di quello che era lo sposo da parte della sposa, e dopo che la stessa sposa si è spellata le mani alla vittoria dell'amante a cinque stelle, che senso ha ricucire, appunto, un matrimonio, destinato a naufragare per l'infedeltà connaturata di una donna pronta al tradimento coniugale? E questo credo, lo abbiano capito non solo gli elettori, i simpatizzanti e gli iscritti del PD, ma anche le persone di buon senso. Perché ancora questa caccia alla volpe con la volpe di straccio, magari, per poi farsi impallinare da qualche astuto cacciatore, appostato dietro un albero? Segretario, trovate nelle vostre fila e nella Piccola Città una persona tosta, appunto un taglio di stoffa consistente, cucitevi da soli il vostro candidato, che i calzoni vadano bene per il lavoro che chiedono i cittadini straziati dal nulla quotidiano di chi è stato messo lì anche da una sposa un po' leggerina, per non usare termini politicamente poco corretti.

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