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La Piccola Città: Palamite

Un pesce coriaceo e combattivo, che vive in branco, che si pesca dopo lunghe scorribande alla traina, e lascia un bel gusto al palato: la palamite. La palamite, come la gloriosa trattoria con camere davanti all'Ideale che ha lasciato il posto allo stile moderno di un locale bianco come il bucato col dash. E Palamite è il nome che suggerisco per lo stadio del nuoto da qui, perché non frequento facebook e twitter, ammirandone tuttavia gli indefessi maneggiatori.

I rimestatori della politica, che svuotano cestini alla ricerca di scontrini con l'occhio sempre appiccicato al buco della chiave, i diversi per elezione, hanno indetto l'ennesima chiamata al popolo della rete per indicare i nomi per intitolare qualche impianto sportivo. Magari con una trentina di preferenze passerà la scelta di un gruppo di amici come è successo per gli eletti in parlamento. E io non capisco ma mi adeguo; mi permetto di indicare Palamite per la sciagurata struttura con vasca olimpica sul fosso, per dare una mano agli autori dei percorsi, delle raccolte differenziate nella stanza del sindaco, delle convocazioni del consiglio comunale sulle note del "se telefonando" della Mina Mazzini. Perché se è vero che andava tolto l'affronto della scritta Enel, è anche vero che la parola Galli potrebbe generare qualche equivoco. Attenzione, con tutto il rispetto per l'indimenticato Marco Galli, raro esempio di sportivo e di uomo. Perché l'Enel no, e l'elettrica Galli sì? E poi i Galli fanno sempre pensare ai combattimenti con scommesse clandestine, al sacco di Roma. E dunque Pala come palazzo del nuoto e mite come il sentimento del pio bove che anima nel profondo la galassia dei cinquestelle, sempre tolleranti, aperti al confronto, appunto miti. Del resto questa giusta presa di posizione di cancellare ogni riferimento al nemico pubblico numero uno, l'Enel, fa parte della limpida linea di condotta del movimento insediato alla casa del balilla. Ricordate? C'era il manuale delle giovani marmotte, e magari libro e moschetto, ora c'è il grillo parlante che ripropone un vecchio schema: trovare un nemico, inventarsi un avversario e concentrare tutta l'attenzione su lui, per nascondere il poco e niente che sei e che fai. Un vecchio copione come quello del cavaliere che un giorno sì e un altro pure si scagliava contro i comunisti mentre pensava ai glutei giovani e sodi delle olgettine, come quello del ce l'ho duro con cravatta verde che gridava Roma ladrona e si riempiva le tasche di soldi pubblici con tutta la sua cricca a cui non credo fosse così estraneo il fascio leghista Salvini. Ma torniamo alle piccole cose della Piccola Città, a un problema di non poco conto da risolvere. Con tutte le truppe impegnate allo studio, chi toglierà l'enorme pannello con la ignominiosa scritta Enel che campeggia sulla facciata dello stadio del fosso? Le cronache parlano di assessori impegnati a valutare la possibilità di creare un sistema di videosorveglianza, magari un po' più efficiente delle telecamere che guardano il cielo anziché i tir che scorrazzano per le vie del centro; i gazzettieri riferiscono di un altro assessore impegnato nella scelta della forma migliore per le capannine di bar e ristoranti che potrebbero rovinare la paesaggistica; un altro si è bloccato nel battimani alle autorità competenti per la lotta ai fumi delle navi che si sono moltiplicati con bell'effetto cornetto al caffè cioccolato che gli abitanti del centro sleccano con gusto, magari a occhi chiusi per l'effetto orgasmo, mentre fra una ciucciata e l'altra respirano il mix d'aria da scappamento dell'allegro traffico crocieristico, compreso nella paghetta-mancia al ragazzo spazzola, inquilino della casa del balilla. E, dunque, sembra che si stia formando un manipolo di giovani avanguardisti con fez, guidati dal comunicatore articolo novanta, destrorso pattinatore della naufragata nave dei pirati. Due scale a libretto, un cacciavite a stella per uno e, al grido dell'eja eja, caro alle stelline finta sinistra radicale, sarà tirato giù il tabellone inquinante. Tanto rumore e tanta propaganda di regime, quando basterebbe al cosiddetto primo cittadino, togliere la chiave d'accensione dell'impianto Enel, come è in suo potere. E, magari, cogliere l'occasione, a centrale chiusa, per valutare l'inquinamento provocato dal traffico e dal porto. Ma il ragazzo spazzola, manuale grillino alla mano, va avanti con i proclami, creando un effetto domino mediatico non da poco. In Germania gli abitanti di Monaco si sono mobilitati per far cancellare la denominazione Allianz Arena allo stadio del Bayern, così come a Londra dove è in discussione l'intitolazione dell'Emirates Stadium dell'Arsenal, a Manchester dell'Ethiad Stadium del Manchester City. Figurarsi quello che succederà a Frisco dove lo stadio è intitolato a Pizza Hut. Tranquilli per il Palalottomatica di Roma che si chiamerà Palaponentino. A Milano il Palatrussardi diventerà Palapanettun.

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