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La Piccola Città: percorsi

È una ripresa faticosa, controvoglia, da quasi quasi lascio perdere, nonostante le sollecitazioni dei lettori. Il rientro dalle vacanze non c'entra. Quello che pesa in tanti cittadini come me è lo sfinimento dal continuo, inesorabile galleggiamento in questa palude, senza nessun segnale di cambiamento, un piccolo slancio, una speranza.

Sono le notizie, non quelle di chi sta regolarmente a paghetta, e sono tanti, è la cronaca di questi giorni che torna a parlare dell'acqua che manca, dell'inquinamento delle navi; e poi basta farsi un giro, anche nel centro, per camminare fra le buche delle strade e sui marciapiedi inesistenti, le perdite d'acqua come ruscelli, la sporcizia e le erbacce dappertutto. Potrei entrare nel dettaglio con nomi di vie e di circostanze, ma non ce n'è bisogno: la realtà supera ogni pessimistica immaginazione. Per fortuna che c'è l'assessore culinario che continua imperterrito il suo viaggio nel mondo virtuale, che battezza expo un mercatino di paccotiglie, quattro fritture di pesce e un luna park da paese che se ne va dopo l'immancabile distruzione di quello che resta della cosiddetta marina. E magari si compiace del cartellone del Traiano, consegnato chiavi in mano, come il programma di un cinema. Verrebbe voglia di tirarlo per la giacchetta, di dargli uno scossone per un salutare risveglio che lo riporti con i piedi per terra e fargli fare quattro passi con gli occhi ben aperti attraverso l'ultima roboante invenzione alla quale avrebbero, (hanno?) preso parte alcuni togati esponenti del movimento a cinque stelle. Mentre anche nei paesini più sperduti, per non parlare delle varie Montalto, Tolfa, Allumiere, Santa Marinella, Tarquinia c'è una miriade di proposte stimolanti, di qualità, di vera cultura che ho avuto modo, come si dice, di toccare piacevolmente con mano, per altro riportate con la giusta dimensione dalle cronache dei giornali e dal TGR del Lazio, qui si percorre. Ci sono i percorsi. Questa nuova fantasmagorica invenzione, che trova come immancabile vittima il cosiddetto centro storico, compresa piazza Leandra senza paletti, ma invasa dai tavolini trattoria e da una bella esposizione di auto in sosta, si articola con i tragici tendoni bianchi all'insegna del meglio allontanarsi per non lasciarsi cadere le proverbiali braccia. Facciamo una marcia, di quelle tanto care alle stelline e alle meteorine che punteggiano il firmamento dei passeggiatori professionisti della protesta, prendendo sottobraccio l'assessore e chiediamogli che percorso è mettere insieme una squallida tendopoli con le solite cianfrusaglie, un banchetto di libri che non andranno mai venduti perché nella Piccola Città tutto quello che si stampa è gratis, due banchetti di alimentari, quattro cassette di verdure, con l'unica eccezione delle bellissima mostra di foto marinare dell'Associazione Cinefotografica, per altro già vista e riciclata. Non è un percorso, è uno scapicollo, è un insulto al gusto dei cittadini che pagano le tasse. E questo lo dico con le salate bollette fresche fresche, appena arrivate in famiglia che dovremo andare a pagare costeggiando la giungla del giardinetto davanti al nostro palazzo, una volta tanto senza dover guadare il rio amazzonico che da viale Baccelli raggiunge via Calisse, ma dovendo attraversare il degrado del Parco della Resistenza, costeggiando con il naso ben turato la discarica dei cassonetti di via Montanucci, vicino all'ufficio postale. Suvvia! Basta con questa insulsa e devastante commedia, ispirata dal comico del nulla. Vivete pure nel vostro mondo, magari tornate a sturare i tombini, perché ogni volta che fa quattro gocce la Piccola Città si trasforma felicemente nella piccola Venezia, riprendete a ramazzare gioiosamente in qualche piazza già pulita, concedetevi un bel corteo, magari in Val di Susa, aria buona, ma non ci angustiate. Che cosa abbiamo fatto di male, per ridurci a questi percorsi? Altri percorsi li voglio ricordare brevemente a piè di pagina perché mi hanno veramente impressionato. Sono quelli del fantastico boom dei croceristi, strombazzato da certi gazzettieri. In un paio d'ore, passate al viale fra panchina e ristorante con vista, mi ha colpito il ciclo continuo dei passaggi dei funerei pulmini e delle mercedes blu con autista che scorrazzano su e giù i turisti. Tantissimi, una marea come i vacanzieri con trolley, valige e borse che inondano il viale. E poi, ancora un percorso, quello dei sopradetti che si recano in treno a Roma. In una trasferta da turismo sanitario è stato un impatto incredibile con il piazzale della stazione invaso, le biglietterie irraggiungibili, due posti a sedere conquistati a malapena sul treno che poco mancava avesse i passeggeri sul tetto. Tutto questo festoso percorso, documentato dal TRC giornale prove alla mano, porta inquinamento e disagi per i cittadini, ma nemmeno un euro, fatta eccezione per Molo Vespucci e Trenitalia. E, dunque, cornuti e mazziati, rifacciamoci la bocca con lo zuccherino della tendopoli di terzastrada.

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