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La Piccola Città: Alien

"Alien" è uno fra le centinaia di DVD, VHS che con libri, collane complete come quella mitica di "Urania", fumetti, pupazzetti, astronavi e oggetti di vario tipo che con cura maniacale colleziona il mio carissimo amico Francesco: tutti hanno il comune denominatore della fantascienza. Una scelta culturale, dice lui, che va oltre la passione e la mania di conservare. Un esperto dunque che, da un po' di tempo, mi invita a riflettere sulla "strana" situazione che vive la Piccola Città, conquistata, secondo lui, da oscure forze aliene che si sono subdolamente impossessate dei suoi governanti.

Altro che prima repubblica camuffata, che studentelli somarelli, che dilettanti allo sbaraglio. Di fronte alla diffidenza di chi, come me, quando insegnavo nel Polesine ha dovuto sorbirsi i racconti di avvistamenti e contatti diretti con gli extra terrestri sciorinati dal collega di matematica, presidente del club ufologico di Ferrara, Francesco ha per un po' mollato. Ma poi è tornato alla carica con alcuni albi di vecchi fumetti con la scelta di volti e personaggi di quelli che, un tempo, genericamente classificavamo come marziani. È stato una specie di gioco all'identikit, davvero impressionante, fra il ghigno ridens e l'espressione del primo cittadino e, appunto, uno dei personaggi di questi libretti ingialliti, ma ben conservati. E poi, le assessore, gli assessori, i delegati: gocce d'acqua. Ma, attenzione, non tanto, e soltanto, nella somiglianza dei tratti, ma, e soprattutto, nell'espressione: la stessa un po' fissa, svagata, con lo sguardo rivolto altrove, lontano, ad un improbabile infinito. Del resto, insiste Francesco, quello che sta succedendo nella Piccola Città da poco più di un anno, non lo abbiamo già visto in tanti film, letto in tante pubblicazioni di fantascienza dell'epoca d'oro? Le malefiche forze superiori degli alieni che atterrano con la loro astronave in un luogo inaccessibile, si impossessano delle menti di persone comuni, insospettabili, attraverso le quali attuano il loro piano di distruzione e sottomissione totale. Solo così si spiegano fatti e misfatti che hanno letteralmente messo in ginocchio la città presa di mira dagli alieni. Solo attraverso un'azione sistematica di sabotaggio può essere mancata così a lungo l'acqua e, guarda caso, le risposte, le giustificazioni da parte di assessori e responsabili sono quelle di chi ha la propria volontà comandata da un qualche cip extraterrestre. Perfino il black out dell'elettricità che ha colpito in queste ultime ore il centro della città si può spiegare solo con una marzianeria. Come vedete, andando avanti nel ragionamento, mi sono lasciato conquistare dalle sollecitazioni dell'amico Francesco. E, rivedendo un po' tutta la situazione, attraverso i suoi ragionamenti, mi viene da pensare che, in fondo la bancarotta dove ci sta portando la giunta cosidetta delle stelle-stelline nasce dalla volontà degli alieni di devitalizzare gli umani della Piccola Città. E se vado a scorrere le cronache più recenti trovo una conferma più che convincente. Quale amministratore con le piene facoltà di intendere penserebbe di cancellare un'attività come quella della gloriosa scuola della musica di via Bramante se non avesse impiantato nel cervello un qualche marchingegno fabbricato dagli omini verdi. Chi definirebbe quattro serate all'aria aperta un evento, un concerto al Traiano un festival, e un bancarellame con luna park un expo, chi, se non uno schiavo delle forze del male? E mi viene più di un sospetto, riflettendo sullo strano comportamento di chi ha partecipato alle visite guidate nella città sotterranea, che l'astronave sia ben nascosta fra l'opus reticulatum, e che la conquista continui ad essere comandata da lì. Le mie sono supposizioni. Ho già detto che non credo agli UFO. Ma non si sa mai: le sorprese alleggeriscono la routine. E poi a che cosa altro aggrapparsi, per spiegare la china paurosa che ha preso la Piccola Città? Sporca, senz'acqua, il verde desertificato, con i paletti di piazza Leandra che rappresentano che cosa dobbiamo attenderci dai conquistatori alieni. Altre tasse, altri sacrifici con i cilindri metallici ben lunghi che serviranno, non solo simbolicamente, ad una lenta e dolorosa intrusione anale: la più classica impalatura. Mi sembra che l'amico Francesco abbia proprio ragione. Del resto, basta trovare la giusta chiave di lettura, per capire questo piano diabolico. Attenzione agli alieni dunque, troviamo il modo di rispedirli nello spazio con le loro stelle, perché, se no, è la fine. Bisogna fare in fretta perché, seguendo l'ultima puntata di Diritto di Replica sono ancora più convinto dell'espansione del contagio. Alle domande dell'onesto Fabio Marucci, elegantemente stile Miami Beach, l'ospite a cinque stelle rispondeva leggendo lo stesso documento. Se Fabio gli avesse chiesto come si chiamava, lo avrebbe letto di nuovo. Nello studio dalla voce robotica dell'ospite si captava qualcosa di strano: il cip alieno aveva fatto cortocircuito.

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