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La Piccola Città: guide

Le cronache di questi ultimi giorni hanno avuto un sussulto con la gossippata paparazzara del re nudo, pizzicato in tenere effusioni romane nella stagione degli amori primaverili. Dirò che fa bene allo spirito e alla salute abbandonarsi al flusso degli ormoni, e che fa più che bene chi cerca i piaceri e allontana le miserie quotidiane. Dirò anche che non si può pretendere di avere un eliporto mastrolindo, quando nella morgue, nella camera mortuaria dell'ospedale, è da mesi (sembra sei) che procede con ottimi risultati il processo di ibernazione di un cadavere.

Così, mentre nei giorni scorsi, un aereo di linea ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza, a causa dei danni provocati dall'impatto con uno stormo d'uccelli, nella Piccola Città, che non si fa mancare niente, l'eliambulanza ha avuto serie difficoltà perché investita da uno stormo di monnezza: sacchetti di plastica, cartacce, erbacce che potevano finire nel motore con gravi conseguenze. Meglio guardarsi intorno, e nascondere velocemente tutto sotto il tappeto, almeno fino a quando avrà un po' di spazio da riempire. E meglio avventurarsi con gli occhi sulla bella guida fresca di stampa dei trentasei luoghi da vedere che sarà distribuita ai turisti di tutto il mondo. L'iniziativa del Comune non poteva non avere come madrina la bella lavanderina Roberta, che avrà pure mille difetti, ma ha l'onestà di credere nella promozione della sua città. Un pieghevole, come tanti che prendiamo negli uffici turistici, nelle agenzie di mezzo mondo, che servono ad orientarci un po' meglio, e che, magari, alla fine del viaggio finiscono nel cestino dell'albergo, se proprio non vuoi metterli in valigia come ricordo. Tutto bene, dunque. Manco per niente, perché la Roberta col suo pieghevole ha avuto l'ardire di pestare i piedi a qualcuno, e si è resa colpevole del grave reato di lesa maestà. Sì, perché, come per mille altre manifestazioni della cultura cittadina (da Leandro a Cencelle, ai bombardamenti, all'intrepido navigante nipponico) c'è da tenere conto di chi detiene la scienza e la verità. Roberta, che magari in una settimana ti capita di intervistare a TRC: 1 per la salvaguardia della pineta della Frasca come esponente di Italia Nostra, 2 per il bosco Enel come rappresentante di un partito, 3 per la passione delle auto d'epoca, come guidatrice di un maggiolino, sarà pure una gran rompiscatole che, a volte, traborda, e suscita istinti omicidi, ma è fatta così, è in buona fede. E non merita di essere tirata per le orecchie per poche pagine. Del resto che avrebbe dovuto fare? Colloquiare in una seduta mediatica con il cav. Merlo (autore di una gustosa guida di metà Ottocento che ho riscoperto e pubblicato, di cui, ahimé, non sono riuscito a procurami l'originale) oppure con Donato Bucci (autore delle paginette delle Curiosités, sempre dello stesso periodo) o con gli autori della Guida del 1925, del fascicolo delle Cento Città d'Italia, e della pubblicazione di Latina Gens, fino ad arrivare al dopoguerra con le innumerevoli guide di vario formato, come quella molto maneggevole, pubblicata nel 1965 dall'Etruria, e delle diverse guide e pieghevoli dell'Azienda Autonoma di Soggiorno, fino ad arrivare ai fascicoli, fascicoletti e guide di Flavio Martino e di Costantino Forno? Pubblicazioni che mi ritrovo a sfogliare con il gusto di comparare le immagini, lo stile, di sentire l'alito del tempo che passa. Questa mia è una semplice osservazione, e un attestato di stima, niente più. Da qualche tempo ho desistito nel partecipare alla febbrile attività culturale della Piccola Città, che produce come un vulcano in piena eruzione, sgomita come una folla in attesa dell'apertura del supermercato tecnologico con il frigorifero a venti euro. E va bene fin quando sei un portatore di borracce, servi; ma quando alzi un po' la testa, e magari, come in questo caso, fai stampare un pieghevole, oppure ti porti a spasso trecento persone una domenica sì e una no, allora la società culturale s'in...... La cultura delle tirate di giacchetta da tutte le parti del povero Calamatta, delle primogeniture fittizie, delle scoperte copiaincolla, dell'ingresso gratis con successo, del libro gratis con successo è l'espressione dominante della Piccola Città. Va bene così. La corrente è questa: l'ho seguita, ci ho un po' nuotato. Ora preferisco la riva sabbiosa, sotto il fresco degli alberi con una buona boccata di toscano, ma senza dare giudizi e senza contare i cadaveri che passano. E alla Roberta, mi va di dire: che continui pure e, come il re nudo paparazzato, si abbandoni all'istinto. E se a qualcuno va storto, pazienza; forse manca della leggerezza che dona la cultura. Un suggerimento pratico: perché al "Civitavecchiese davvero", che porti a spasso fra le bellezze della Piccola Città, ogni tanto non metti in mano una scopa, un rastrello, un pennello, magari facendoti aiutare da qualche sponsor, per renderla più pulita e gradevole, e segui l'esempio di Milano?

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