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La Piccola Città: i tombini

Che stiano studiando, e imparando, i cinquestelle, oltre a giocare a nascondarella con relativa, facile tana per i reprobi del passato recente della ex Palazzina del Balilla, lo si era capito. Che i tempi dell'apprendistato, un po' come il corso per corrispondenza della gloriosa Radioelettra, siano lunghi e complicati, anche questo lo si era capito. Come si era capito che non basta l'applicazione, quando manca il resto.

Ma è una felice sorpresa quella di sentire dalla viva voce di un consigliere comunale, l'Emanuele, durante la trasmissione di TRC "Diritto di replica", che l'impegno principale di questo periodo è quello di sturare i tombini, sennò la città si allaga. Certo la raccolta differenziata sta riprendendo, e quella porta a porta si vedrà, perché bisogna ancora studiare, meditare e, magari passare qualche esame. E ci sono i compattatori scassati. Certo HCS è un bel casino, ma la situazione la si sta valutando con attenzione, ci vuole tempo e pazienza. E così via. Una bella marcia, una manifestazione festosa, un po' come la sagra del porcino, delle castagne, del cinghiale, come la Novalgina fa scomparire tutti i dolori. Con l'Emanuele ci scambieresti volentieri quattro chiacchiere durante una fila alla posta, in un viaggio in treno. È una persona pacata, tranquilla, che non alza mai i toni e che, certo, dimenticheresti subito dopo aver lasciato lo sportello postale o dopo essere sceso alla tua fermata. L'interlocutore del consigliere Emanuele, si agita un po' sulla poltroncina, segue non senza stupore la litania sui buchi di bilancio, sui debiti, sui misfatti, su questa disinfestazione da lazzaretto della politica con i monatti a cinquestelle a trasportare infetti e cadaveri. L'interlocutore, non ce la fa più, e pone una domanda legittima: "Ma lo sapete che cosa è una programmazione?". Il giovane Ismaele, che in verità ricordo con fluente caschetto ondeggiante al vento del Campo Riccucci, frizzante attaccante del glorioso San Pio, nel quale per altro giocava come terzino, più tecnico che fisico, il conduttore della trasmissione, il giovane Ismaele, che qualche preparazione ce l'ha, e magari è andato pure a scuola, senza ricorrere ai corsi per corrispondenza, chiede perché dopo la battaglia a testa bassa sull'acqua pubblica, la maggioranza trabordante di cui l'Emanuele fa parte, non è passata ai fatti. Se l'è dimenticata? Niente. L'Emanuele non si scompone, va avanti come un trenino elettrico: l'impegno principale rimane lo sturamento dei tombini. Così, da qualche giorno, di buon mattino incontri oltre ai cani con padrone al guinzaglio, ai podisti in mezzo alla strada, ai ciclisti in mezzo alla stessa strada una specie di cordata alpina, che procede sui crepacci delle strade. C'è un capo tombino, in tipico costume bavarese, con piccozza, seguito da una fila di escursionisti legati tra loro con una lunga corda. A comando, inizia l'allegra operazione della purga ai tombini con perettona. Qualcuno indossa la mascherina del kit manifestazione ambientalista. È un vezzo, un segno di riconoscimento. Perché fra l'inquinamento delle auto e la puzza nauseabonda che regalano, senza parsimonia secchioni e discariche cittadine, è una precauzione inutile. Manca solo il san Bernardo con botticella di cordiale. Ismaele torna alle domande sul futuro della città, su quelli che una volta si chiamavano le emergenze, magari le questioni sul tappeto. Ma l'Emanuele riprende la litania, come la bambola col filo, che parla, magari pregustando la prossima fila di tombini da sturare, l'indomani mattina, presto. Ma ha ragione, perché questa è la scelta che tutti aspettavano. Durante e dopo la trasmissione i telefoni di TRC sono stati presi d'assalto da cittadini che chiedevano di contattare l'Emanuele, perché s'era dimenticato il tombino sotto casa loro. E domandavano quando gli alpinisti passeranno alle perdite d'acqua e alle buche. Il fenomeno ha travalicato i confini regionali quando, in occasione della manifestazione contro l'autostrada tirrenica, un gruppo di cinquestelle, guidati da sindaco con fascia, è stato fermato dalle forze dell'ordine, nel pieno centro di Grosseto. Dopo la festosa scampagnata, percorrendo con agilità la scorrevole Aurelia, con i camionisti festanti per le lunghe code e gli automobilisti con torcicollo per cercare di intravedere la possibilità di un sorpasso, è scattata nel gruppo la voglia irrefrenabile della pulizia del tombino. Un'operazione che ha messo in allarme la civile popolazione di Grosseto, che a pulizia se la passa bene, che da decenni ha le sue brave tangenziali, e a Livorno ci arriva facilmente, magari senza incontrare fra Tarquinia e Montalto qualche biga o centurioni a cavallo proprio sul percorso della via consolare.

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