Per visualizzare questo elemento è necessario Flash Player.
Unicef
Guardia Costiera

La Piccola Città

La Piccola Città: Peppuccio

Gli incontri casuali con persone che non vedi da tempo hanno il pregio che la cerimonia della sorpresa, lo scambio di notizie, magari l'abbraccio fraterno e sincero si concludono in pochi minuti. C'è un treno in partenza, amici con cui ricongiungersi, magari c'è da rimettersi in fila per un biglietto o per pagare un ticket. Ci si promette una telefonata, un rivediamoci. Chissà. Alla prossima. Rimane la piacevole sensazione della sorpresa, mentre riemergono i ricordi, quelli tutti tuoi, nella breve spiegazione che devi a chi ti sta a fianco, e ti chiede: "Ma chi era?".

La Piccola Città: Ussita

piccola cittaLe emozioni, i sentimenti, le debolezze con gli anni prendono il sopravvento. Incontrollate e incontrollabili ti travolgono con il patrimonio personale dei ricordi, della memoria che ha pazientemente archiviato i file di una vita. Così mi è capitato di commuovermi, fino alle lacrime, guardando le immagini del terremoto, dei terremoti che non danno tregua. Come in guerra, sotto le bombe. Come la Piccola Città sfigurata dai bombardamenti, come i suoi abitatori schiantati, smarriti fra la polvere e le macerie con addosso solo qualche straccio e la paura, il terrore che non li ha abbandonati per anni.

La Piccola Città: Afghanistan

Ricorrere al ricordo, al passato, anche recente, può sembrare una ricerca stucchevole di quello che non c'è più. Ma che male c'è se la cronaca corrente ti fa scattare un lampo, un "ma guarda un po'!", che ti riporta a un già visto. Che c'entra, dunque, l'Afghanistan con la Piccola Città. C'è un nuovo gemellaggio, combinato da qualche associazione? No. È un riferimento personale ad uno dei tanti gloriosi servizi sul campo dell'epoca Santoro.

La Piccola Città: ceneri

piccola citta"Oh, cazzo, scusami, è tutta colpa del vento". Walter, reduce dal Vietnam ancora ossessionato dalla guerra, fanatico convertito all'ebraismo, pronto a puntare la pistola contro chiunque, si rivolge a Drugo, il grande Lebowski, amico inseparabile di boowling che vive alla giornata con regolare spinello e white russian, spesso in ciabatte e accappatoio. Lo scorbutico Walter ha appena combinato un bel guaio, le ceneri dell'altro amico di gioco, lo stralunato Donny morto prematuramente, hanno letteralmente ricoperto lui e l'incazzatissimo Drugo.

La Piccola Città: saluti e baci

piccola cittaSaluti e baci si leggeva sulle cartoline d'un tempo. Chissà se si usa lo stesso linguaggio con gli sms. Comunque sia, la Piccola Città, almeno per ora, è ai saluti e ai baci. Va in vacanza? Si prende una pausa si riflessione? Chiude per ristrutturazione? È in partenza come tanti fuggiaschi verso il paradisetto a buon mercato di Tenerife? Si riposa in vista della lussureggiante estate civitavecchiese che promette pesce fritto e fuochi a volontà? Questo mio è un avviso, come quelli dell'Enel quando stacca la corrente, un'avvertenza per gli utenti della Piccola Città, perché, magari, non si facciano prendere da strani pensieri.

La Piccola Città: l'assedio

piccola cittaQuando la domenica notte, magari dopo una fiacca partita del campionato europeo di Francia, dà la mano a un lunedì colazione redazione pranzo redazione cena terrazzo per evitare il pallone in tv con Cristiano Ronaldo sbaglia rigori, vinto dalla noia del tutti dietro palla avanti e pedalare. E quando il martedì non è che si presenti in abitino della festa con mazzolino di mughetti e corona d'uccelletti canterini, ogni occasione è buona per evadere, anche per un incontro di gruppo non meglio specificato. Luogo, la Calata.

La Piccola Città: gnam gnam

Tanti e tanti anni fa, come nelle favole, c'era una volta Zi' Michele con il suo triciclo, sormontato da un banchetto stagnato con un arco di cozze e limoni, spaccati a metà. Il cozzicaro del mercato. Apertura con un coltellino appuntito della cozza, spruzzata abbondante di limone sul contenuto carnoso e successiva, gustosissima ingurgitazione a occhi chiusi per trattenere tutto il gusto dell'ostrica de noantri. E c'era pure un altro triciclo, quello di Veroni che sfornava le dolcissime cialde calde calde e croccanti. E, magari, sempre al mercato, potevi aggiustare lo stomaco con uno sfilatino con la mortadella o con la coppa. Poi sono arrivati gli americani e hanno scoperto l'acqua calda, che poi si chiama street food, come dire mangiare un boccone per strada; come tanti anni fa si poteva al mercato di piazza Regina Margherita.

La Piccola Città: mi piace

piccola cittaApri i siti con le informazioni, leggi qualche articolo e, spesso, scorrendo in basso si apre la voragine delle cosiddette opinioni, che poi si riducono a un ping pong infinito di accuse, insulti e contumelie. Allora ti viene, mi viene, una gran voglia di gettarmi nella mischia come nel caso di questi giorni della vendita del Pjanic giallorosso che, prima, gli stessi accusavano di lazialità, di discontinuità, di scarso impegno e ora, che ha chiesto da contratto, di diventare bianconero, riscoprono come un fenomeno.

La Piccola Città: Trc

Trc a rischio. Dopo 36 anni l'informazione libera di Civitavecchia potrebbe cessare.
Trc ha bisogno del tuo contributo per poter continuare la sua attività. Sottoscrivi, utilizzando i bollettini di conto corrente distribuiti in questi giorni che puoi trovare nella cassetta della posta, oppure mediante bonifico con codice Iban: IT18S0306939045000000020064. Non sottovalutare questo appello se vuoi che la città non venga privata della sua voce.

La Piccola Città: la parte offesa

piccola cittaFra i siparietti che ricordo volentieri della mia infanzia c'è quello che vedeva protagonisti i miei nonni materni con cui vivevo, al quarto piano del palazzo del Sordone di via Doria, in pieno mercato. Mio nonno Silvietto, che aveva un carattere fumantino ed era molto permaloso, per un niente metteva il muso, soprattutto con mia nonna Cassandra. Non che succedesse spesso, ma ricordo questa breve sceneggiata con mio nonno seduto, in cucina, da una parte con il muso, e mia nonna a preparare da mangiare che, a un certo punto, con molta ironia, apriva il cassetto del tavolo con il ripano di marmo, estraeva un grosso coltello e, in dialetto tolfetano, rivolgendosi a mio nonno, lo invitava a servirsene per tagliare la parte offesa.

Altri articoli...

Pagina 2 di 10

Social

Facebook Twitter YouTube RSS Feed

Cerca nel sito

Videogiornale
Streaming TRC
banner
banner
Aeranti Corallo

Artimediali - Web Design & Graphics - Creazione siti Internet
Realizzazione siti web