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La Piccola Città

La Piccola Città: piazzale Virginia

piccola cittaPare che, in questi giorni, ci sia l'inaugurazione con dedica di una nuova via, strada, a ricordo di una persona di grande spessore, oggi si dice così, che si è battuta fino al sacrificio per i suoi ideali. E, pare, che questa nuova via, strada, in verità, non sia altro che una specie di scapicollo in cui sia materialmente impossibile mettere su la cerimonia dello scoprimento della targa con apposita palina di sostegno. In un primo momento, pare, si era pensato di ridure all'osso il numero dei partecipanti: un po' come in certi matrimoni in cui si è obbligati a risparmiare, e ci si riduce ai parenti più stretti.

La Piccola Città: 2x1

Ah, i bei tempi andati. Di quando andavi a fare la spesa dal pizzicarolo e ti mettevi in fila davanti al bancone di marmo bianco, sempre troppo alto, e guardavi i nastri decorativi delle carte moschicide con i cadaveri appesi lì da chissà quanto tempo. I bei tempi, delle chiacchiere, dei pettegolezzi delle donne con la borsa della spesa, di quelle di finta pelle intrecciata. E il sor Nando, magari Agostino che rispondevano, sempre, con un "nun se preoccupi sora Rosa, è tutta robba fresca" alla domanda delle tante massaie che chiedevano il taglio buono, le uova di giornata. E, magari, a qualche prediletta procace donna di casa toccava il premio del bottegaio che si sporgeva dal bancone con il pezzetto di formaggio, l'olivetta da far assaggiare, qualche volta da accompagnare fra le labbra irrossettate e, perché no, frementi di sana libidine.

La Piccola Città: Lucia

piccola citta"Alzatevi," disse l'innominato a Lucia, andandole vicino. Ma Lucia, a cui il picchiare, l'aprire, il comparir di quell'uomo, le sue parole, avevan messo un nuovo spavento nell'animo spaventato, stava più che mai raggomitolata nel cantuccio, col viso nascosto tra le mani, e non muovendosi, se non che tremava tutta. "Alzatevi, ché non voglio farvi del male... posso farvi del bene," ripetè il signore... "Alzatevi!".... Trascrivo uno dei passi salienti, si diceva così, dell'incontro fra Lucia e l'innominato dalla pagina 397 dei "Promessi sposi" con il magistrale commento critico di Luigi Russo nell'edizione della mitica, esemplare casa editrice fiorentina La Nuova Italia, che ancora conservo dai tempi del liceo. Questo, almeno per me, era il motivo per cui valeva la pena studiare, apprendere, conoscere e gustare con piacere i semi e i frutti della cultura.

La Piccola Città: pompieri

Il pompiere con l'elmetto sulla scala che toglie il drappo che copre la lapide in ricordo del console Stendhal a Largo Plebiscito, e ancora quello che sempre sulla scala depone la corona di fiori sulla statua della Madonna di largo d'Ardia. Due immagini delle tante che accompagnano il ricordo vivo di questi servitori dello stato, taciturni e silenziosi che trovi alle prese con il gattino intrappolato, con la vecchietta bloccata nell'ascensore e poi nelle emergenze: gli incendi, gli incidenti stradali e sul lavoro, quando non basta issarsi su una scala e ci vuole coraggio, tanto coraggio.

La Piccola Città: 100

piccola cittaE sì, zitta zitta, locca locca, la Piccola Città è centenaria, nel senso che è arrivata al centesimo appuntamento domenicale con i mostruosamente tanti, fedeli lettori del TRC giornale online. Voi vi chiederete, e io mi chiedo: come sta questa Piccola Città, come se la passano i suoi abitatori che da poco hanno superato la soglia del 2017? Avrei voluto celebrare questo anniversarietto rispondendo: "un trionfo, bene bene bene, che meglio non si può". E, invece, manco per niente. È rimasta la stessa tristezza e la rabbia per i "pizzini", i foglietti con le indicazioni dei negozi del nuovo mercato coperto, dell'esordio di questa rubrichetta della domenica, il 21 settembre 2014.

La Piccola Città: gelo

Tutte le fortune. Mettete il mare. Habemus. Mettete la campagna. Habemus. Mettete la collina. Habemus. E metteteci pure queste giornate d'inizio anno spazzolate ad arte dalla nostra tramontana. E potrete dire con orgoglio: il gelo, la montagna. Habemus. E mica qualche pozzangheretta ghiacciata. No. Le piste da sci: proprio quelle, e senza nessuna difficoltà di disegnarle come per la Coppa del Mondo, perché vanto della Piccola Città, dalla cintola in su, dalla cosiddetta mediana in su, sono le strade disegnate come tornanti. Mancano, è vero, le porte, quelle delle gare ufficiali, ma il percorso a zig zag ricalca quello dello slalom gigante, e in alcuni tratti, vedi via don Milani-san Liborio la genialità urbanistica ha perfino realizzato una suggestiva pista da bob.

La Piccola Città: vacanze romane

piccola cittaTu metti, magari guancia a guancia per un selfie, un cinese un nigeriano uno svedese, e va da sé che si tratta di tre persone di origine diversa. Eppure, sui banchi del liceo, si distingueva benissimo l'autoctono civitavecchiese dall'immigrato a ore, di lezione, che scendeva con la corriera da Tolfa o Allumiere. Ma, a parte qualche sciocco bee pecorellesco, eravamo tutti insieme appassionatamente e scanzonatamente a divertirci fra versioni, correzioni, interrogazioni.

La Piccola Città: la farina

piccola cittaSe sei riuscito ad abituare amici e parenti che del tuo compleanno, e tanto meno del tuo onomastico, dell'anniversario di matrimonio, importa poco o nulla, e preferisci festeggiare quando ti va a genio, ci sono scadenze a cui non riesci proprio a sottrarti. Le feste comandate. Così cerchi di resistere in qualche modo, ma non puoi sfuggire all'onda mediatica che ti assale, e non ti molla, da fine novembre alla befana.

La Piccola Città: condominio

Sempre di corsa, ma sempre gentile, e con la battuta pronta. La signora Antonella, la incontro spesso all'ascensore: la nipote da accompagnare a danza, l'altra nipote a nuoto, il cane Black, che è nero di suo, per la passeggiatina, il pane per gli sposi, come li chiama lei. Antonella va sempre a passo di carica, sbuffa e si lamenta un po', ma non puo fare a meno di questi impegni umanitari. E lei, che abita in un altro quartiere, non disdegna qualche freccatina al nostro condominio. E, così, l'altro giorno, carica di borse del supermercato, se l'è presa, giustamente, con l'incuria di chi usa l'ascensore.

La Piccola Città: cronaca vera

Se andavi dal barbiere, dovevi mettere nel conto lunghe attese. Magari ti capitava chi, oltre al taglio di capelli lungo e accurato con ripetuta visione dello specchio, si sottoponeva all'arte del rasoio. Barba e capelli. Una disdetta. Ma è anche vero che, qualche tempo fa, la pazienza e la comprensione erano doti abbastanza comuni, e che, anche se le ventiquattrore erano sempre quelle, venivano vissute come se fossero trentasei o quarantotto. Tempi lenti, spostamenti a piedi e, più lontano, in bicicletta. Non a caso i treni erano accelerati e il caffè del bar era espresso perché non seguiva il lungo rito della caffettiera napoletana.

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