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La Piccola Città

La Piccola Città: terme e... tarme

piccola cittaLe gite fuoriporta ti aprono i polmoni e danno forza alla fantasia del cambiamento, interrompono la cantilena, la tiritera della vita di tutti i giorni. Figurarsi di questi tempi, e in questa nostra Piccola Città. Così anche una breve fuga, di qualche giorno, in parenti, come si dice dalle parti del Po, fa bene alla salute e stimola i pensieri, quelli buoni, positivi. Torna il sorriso e l'ottimismo. Ma poi, anche se è piacevole ritrovarsi a casa, fra le tue abitudini, le tue cose, quello che rovina la festa è il piccolo mondo che gli sta intorno, fuori della porta di casa, già dalla prima rampa di scale, dal portone in poi.

La Piccola Città: Gollum

piccola cittaMa quale coratella, ma quali costolette d'agnello frittedorate! Magari pure quelle ma, dopo una caccia non facile fra le collinette di confezioni, sono riuscito a scovare, e mettere nel carrello della spesa, la novità di questa pasqua di resurrezione. Finalmente, dopo panettoni e dolci vari, farciti con i gusti più fantasiosi, vola sulle tavole imbandite per la festa di primavera la colomba di una nota marca con la sambuca. Era ora. Finalmente è stato infranto il monopolio del limocello che non se ne può più.

La Piccola Città: pedalata

Dalla Francia fino alle porte della Capitale, 1200 km di pedalata "sicura" fra le bellezze d'Italia, una ciclabile continua da Ventimiglia a Civitavecchia. È la Ciclovia Tirrenica di cui è stato firmato il protocollo d'intesa fra gli assessori di Liguria, Toscana e Lazio con i pedalatori allegri e giulivi che scorrazzeranno su mountain bike, bici da corsa tutto carbonio, magari da passeggio veloce con l'aiutino del motore. Leggo dai notiziari internet, mi appassiono, e m'interrogo.

La Piccola Città: SLAIC

Ho fatto la prima e seconda elementare in Maremma, a Sticciano, un villaggio fra Roccastrada e Montepescali perché mio padre dirigeva i lavori per un'impresa di Roma che costruiva i poderi dell'Ente Maremma: casale, forno e stalla. Un'immersione totale nella natura con qualche scappatella in patria per rivedere i familiari: in treno dalla vicina stazioncina di Lattaia, terza classe vagoni con i predellini altissimi, uno sportello per scompartimento, panche di legno e fumo della locomotiva nei polmoni. Qualche volta ci spostavamo in gruppo e in motocicletta (Ducati, MV, Parilla) fino a Grosseto. Una giorno di festa che mi è rimasto impresso nella memoria.

La Piccola Città: mericani

La domanda mi è sorta spontanea nel breve briefing dell'ora del pranzo. Notare l'adeguamento terminologico mericano che fa tanto moderni e istruiti. Fra una forchettata e l'altra, quando telefonini e telefono fisso lo permettono, in famiglia provo a scambiarse qualche impressione sull'attualità. E, tornando alla domanda, sapere dal figliolo perché la squadra di Maurizio non vince più. Risposta rapida veloce, come il vento: "semplice, non giocano più gli americani". Come dire che senza l'aiutino non si va da nessuna parte. Non sto qui a proporre un pistolotto pseudo leghista e, tanto meno, dell'italietta autarchica in orbace a cinquestelle, ma è pur vero che, come per le botteghe, anche lo sport di un tempo è inesorabilmente spazzato via dalla globalizzazione.

La Piccola Città: le frittelle

Rigonfie, invitanti con il loro color marrone sigaro toscano, la forma irregolare, e profumate. Non ho resistito: con le solite ciabattine, perché, dicono, la mollica fa male, mi sono regalato, al forno sotto casa, un po' di frittelle, quelle di san Giuseppe. Alla fine, ne ho mangiata solo una, lentamente con le narici spalancate e le papille gustative a mille, perché a casa dicono che i fritti fanno male. Meglio di niente.

La Piccola Città: polpi e murene

piccola cittaNon credo ci sia bisogno di un economista e, tanto meno, di un sociologo per qualche considerazione sui cambiamenti da capogiro e le diversità fra generazioni di questi ultimi decenni. Attenzione, mi fermo qui, torno a volare basso, rasoterra, e rimango nella Piccola Città. Per dire cosa? Che questo è proprio un altro mondo. Non sto qui a rivangare la litania dei giovani sempre attaccati al telefonino, alla play station, al computer, perché va bene così, è un segno dei tempi. Noi non stavamo sempre attaccati alle palline, non facevamo notte a dare calci a un pallone sgonfio? Quello che, in questi giorni, mi ha colpito, e con me l'amico Francesco, è stata la lettura dell'"Antimurale", il periodico indipendente d'inizio Anni Sessanta, diretto da Espartero Melchiorri, zì Espartero.

La Piccola Città: palme & banani

piccola cittaLa linea del caffè, del caffè concentrato, del caffè forte degli scandali che sale su su per l'Italia. E la linea della palma che la segue verso nord. È la metafora usata dal dottor Brescianelli con il suo amico, il capitano Bellodi, protagonista de "Il giorno della civetta". Più che una profezia, una lettura corretta della storia del Bel Paese e della diffusione della mafia e del malaffare che l'eretico Leonardo Sciascia fece all'inizio degli Anni Sessanta e che viene in mente in una rilettura in chiave scherzosa della contrastata vicenda di palme e banani in piazza del Duomo, made in Starbucks: quelli della ciofeca a stelle e strisce che vogliono toglierci il gusto della nera febbre dell'espresso.

La Piccola Città: Io faro

Storia delle tradizioni popolari all'Università, facoltà di Lettere e Filosofia, era un esame complementare, per niente semplice e, per la mia esperienza personale, molto interessante e ricco di sorprese. Fra queste, leggendo e studiando l'opera, così si diceva allora, dell'etnologo siciliano Giuseppe Pitrè, le fiabe e le novelle dell'800, ci fu la scoperta che il Giuccamatto di cui mi raccontava le storie mia nonna da bambino era il Giufà della tradizione orale popolare siciliana.

La Piccola Città: S. Gordiano

piccola cittaUn pernacchio spontaneo e da far azzerare la salivazione, far uscire contemporaneamente tonsille faringe e magari un po' di coratella, mi viene quando percorro con la mia macchinina le strade di S. Gordiano. Ho già fatto la via crucis di Campo dell'Oro e completo la penitenza nell'affrontare ogni sorta di buche, avvallamenti, strati di ghiaia e di bitume, un appiccicaticcio demenziale, neppure da paragonare alla classica pezza o toppa al culo degli anni che furono. E, dunque, magari leggiucchiando questa rubrica, o magari avvertiti, gli organi competenti si sono mossi.

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