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La Piccola Città

La Piccola Città: vedo nudo

Ci mancava solo questo: lo sguardo social. Le finestre delle facezie dell'informazione internet riportano, accanto alla cagnetta che allatta i gattini, al mais corvino e alle patate turchesi, la novità dell'espansione tecnologica. Un altro traguardo: i Snapchat Spectacles, ora in vendita anche nel bel paese a 150 euro. La foto è illuminante: sono occhiali in grado di registrare video da dieci a trenta secondi e schiaffarli sui social. Bene, bravi, bis! E poi? Mi sono subito imposto l'imperativo di fare ancor più attenzione, a piedi o in macchina, perché se oggi come oggi, e ieri come ieri, devi averci venti trenta occhi, comprese le code, per evitare che i cellulari dipendenti, concentrati sullo strumento e inebriati dai suoni delle cuffiette, ti sbattano violentemente addosso o, peggio, ti attreversino la strada all'improvviso, come se fossero nel deserto del Kalahari, figuarsi quello che succederà a questi operatori in presa diretta, rapiti dall'inquadratura.

La Piccola Città: il gioco del silenzio

piccola cittaQuanto eravamo baccalà, bocconi, accontentarelli, ingenui con le nostre canottiere bianche e calzoncini stretti stretti a passare ore e ore a dare zecche e zecchette ai tappetti della birra sulla pista di polvere del nostro giro d'Italia nel piazzaletto sotto casa, a salticchiare sfidando il padron del marciapide che je puzzano le piede, e così via. Fino alle inguattarelle inguattacieca interrotte, a sera, dalla chiamata urlata a squarciagola delle madri con allegata promessa di cioncature. Sempre sudati e imborotalcati dalla polvere che c'era dappertutto, col solo refrigerio dell'acqua della fontanelle, senza i cappelletti marchiati e multicolori di là da venire che sostituivamo col fazzoletto da naso a quattro nodi messo in testa per riparasi dal sole.

La Piccola Città: 14 maggio

Una domenica primaverile, tiepida e assolata e, soprattutto, senza vento. Passeggiata lungo la marina, facendo attenzione ad alzare lo sguardo, per godersi lo spettacolo del mare e, magari, evitare di soffermarsi sulle schifezze del poco che rimane della riva. Bambini festanti, palloncini, pochi, aria di festa, tanta bella gioventù. È il 14 di maggio 2017. E, come ogni anno, è il giorno della memoria del primo bombardamento. Andiamo avanti: pranzo in collina e poi l'appuntamento solenne all'aula consigliare.

La Piccola Città: Maria Angelona

Imponente da creare timore e soggezione in noi alunni della media Manzi, il professor Agueli si aggirava per il corridoio a controllare se le classi erano coperte, per firmare qualche giustificazione. Lo ricordo sempre in doppiopetto grigio con i suoi occhialetti, gentile e comprensivo. Una sorpresa per noi, da non crederci, perché ben altro era il rapporto col preside e alcuni professori. Il professor Michele Agueli, il vicepreside della Manzi, l'ho ritrovato molti anni dopo in una foto in bianco e nero ben incisa, scattata nel dicembre del 1960, in Comune da un fotografo professionista.

La Piccola Città: Veleno

Il forestiero, per dire il viandante, il turista crocierista o chi per lui, si aggirava nel cosiddetto centro storico della Piccola Città. Avventurava sarebbe più giusto per chi cercava di raccapezzarsi scorrendo la cartina, la mappa tutta spiegazzata, scaturita dalla fervida fantasia di Roberta Galletta. Il forestiero, per dire il viandante, altresì il turista crocierista o chi per lui, non poteva sapere di stringere fra le mani la pietra dello scandalo, l'origine e la causa di un certamen, di una disfida epocale che aveva sconquassato la società civile e culturale della Piccola Città, come e più del fortunale che distrusse passerelle e cabine del Pirgo.

La Piccola Città: Porto Viro

Terra e acqua, pianura a perdita d'occhio e i rami del Po che cercano il mare. Canali, tanti canali e rogge con le chiome dei paradei (le canne) al vento. Le risare (le risaie), i campi di biétule (barbabietole da zucchero) e formenton (il mais), i bisàti (le anguille) che pullulano nelle acque che mescolano fiume e mare in un sapore dolciastro che quando fai il bagno non sai dove stai. Il Polesine e la sua natura amica e nemica, che distrugge tutto con le alluvioni e fa prosperare quando si quieta, avvolta dal manto ovattato del caligo (la nebbia): "tre calighi fa na piova, tre piove fa na brentàna". Brentàna che sta per alluvione. Una lotta continua per tenere a bada il fiume e il mare, pronto a sfondare le dighe quando arrivano le piene e spira vento forte contrario. I nomi, i luoghi raccontano le storie degli insedimenti, di questa lotta continua per addomesticare il paròn, il fiume. Porto Viro, fra Adria e il mare, dove ho abitato diversi anni, quando ancora era diviso fra i comuni di Contarina e Donada, è nato così.

La Piccola Città: terme e... tarme

piccola cittaLe gite fuoriporta ti aprono i polmoni e danno forza alla fantasia del cambiamento, interrompono la cantilena, la tiritera della vita di tutti i giorni. Figurarsi di questi tempi, e in questa nostra Piccola Città. Così anche una breve fuga, di qualche giorno, in parenti, come si dice dalle parti del Po, fa bene alla salute e stimola i pensieri, quelli buoni, positivi. Torna il sorriso e l'ottimismo. Ma poi, anche se è piacevole ritrovarsi a casa, fra le tue abitudini, le tue cose, quello che rovina la festa è il piccolo mondo che gli sta intorno, fuori della porta di casa, già dalla prima rampa di scale, dal portone in poi.

La Piccola Città: Gollum

piccola cittaMa quale coratella, ma quali costolette d'agnello frittedorate! Magari pure quelle ma, dopo una caccia non facile fra le collinette di confezioni, sono riuscito a scovare, e mettere nel carrello della spesa, la novità di questa pasqua di resurrezione. Finalmente, dopo panettoni e dolci vari, farciti con i gusti più fantasiosi, vola sulle tavole imbandite per la festa di primavera la colomba di una nota marca con la sambuca. Era ora. Finalmente è stato infranto il monopolio del limocello che non se ne può più.

La Piccola Città: pedalata

Dalla Francia fino alle porte della Capitale, 1200 km di pedalata "sicura" fra le bellezze d'Italia, una ciclabile continua da Ventimiglia a Civitavecchia. È la Ciclovia Tirrenica di cui è stato firmato il protocollo d'intesa fra gli assessori di Liguria, Toscana e Lazio con i pedalatori allegri e giulivi che scorrazzeranno su mountain bike, bici da corsa tutto carbonio, magari da passeggio veloce con l'aiutino del motore. Leggo dai notiziari internet, mi appassiono, e m'interrogo.

La Piccola Città: SLAIC

Ho fatto la prima e seconda elementare in Maremma, a Sticciano, un villaggio fra Roccastrada e Montepescali perché mio padre dirigeva i lavori per un'impresa di Roma che costruiva i poderi dell'Ente Maremma: casale, forno e stalla. Un'immersione totale nella natura con qualche scappatella in patria per rivedere i familiari: in treno dalla vicina stazioncina di Lattaia, terza classe vagoni con i predellini altissimi, uno sportello per scompartimento, panche di legno e fumo della locomotiva nei polmoni. Qualche volta ci spostavamo in gruppo e in motocicletta (Ducati, MV, Parilla) fino a Grosseto. Una giorno di festa che mi è rimasto impresso nella memoria.

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