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Il cartellone elettronico al Pirgo ci dice che mancano 180 giorni e tot minuti all’apertura trionfale verso il mare che la nuova marina darà a Civitavecchia. Fa freddo ma mancano meno di 180 giorni alla stagione balneare, bagnini e stabilimenti e attività sportive comprese. Manca solo un mese al Campionato mondiale di windsurf che porterà gli occhi dei media globali sul nostro mare. E infine mancano ore all’inizio del grande flusso di navi da crociera che, a volte, porta qualche turista fino al Pirgo.
Tutto questo accadrà come sempre, nel paradossale silenzio sul fatto gravissimo che questa città ha poco mare e quel mare è reso non balneabile e malsano da depuratori che non depurano. Allora, che senso ha comprare maschera e pinne o una canna da pesca ai nostri figli?
Dopo anni di convegni, proclami, indagini, denunce, promesse, la situazione non cambia: il diritto dei cittadini alla balneazione e alla salute stessa, le attività sportive o commerciali, le ipotesi di sviluppo turistico restano umiliate dal mare sporco. A soffrirne come al solito quelli che non si possono permettere vacanze in piscina o nei mari più blu. Magari se ne riparlerà agli inizi di luglio, quando torna la puzza degli scarichi, ma se ne parlerà soltanto.
E’ ora di rendersi conto che questa situazione da terzo mondo deve finire: credo sia arrivato il momento di considerare, in questa città, Martire dell’Ambiente, la salute del mare e quindi dei cittadini una questione morale, la cui priorità va ben oltre una visione stagionale del problema.
Ma sopra tutto è ora che chi ha titolo tecnico ci spieghi chiaramente il perché non succede niente, e chi ha titolo istituzionale comunale e regionale, non solo nello specifico fogne e balneazione ma anche della salute, dello sviluppo del turismo, degli sport nautici e di tutto l’indotto, ci spieghi cosa intende fare e quando.
E visto che siamo in campagna elettorale, è il momento per tutti i cittadini che condividono questa preoccupazione di chiedere ai loro candidati e ai partiti di esprimersi con chiarezza su se e come intendono occuparsi del problema di verificare che il mare, quel poco che ci resta, sia diventato una emergenza da risolvere, una questione morale. Credo che sia ora di schierarsi su questo argomento e la città saprà interpretare il silenzio di coloro che sceglieranno di non farlo.
Nei prossimi giorni verrà lanciato un sondaggio su Facebook in collaborazione con SONDA e per valutare le aspettative balneari dei cittadini e verranno raccolte firme per sollecitare azioni di bonifica.
Le associazione che si occupano di mare, sport e del Pirgo possono solo promettere che non abbasseranno la guardia, facciamo del 2010 l’anno della battaglia per un mare pulito.
Angelo Fanton
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