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“Bisogna pensare seriamente ad un declassamento dell’autostrada Roma – Civitavecchia, perché ormai Autostrade per l’Italia s.p.a. si è ampiamente ripagata dell’investimento iniziale ed è giusto che le attività dei cittadini della costa a nord di Roma non paghino più balzelli.” A dichiararlo è Enrico Luciani, Presidente della Commissione Mobilità e Consigliere di Sinistra Ecologia Libertà alla Regione Lazio.
“Il tratto di autostrada Roma-Civitavecchia è stato infatti aperto al traffico nel 1967, come segmento della Genova-Livorno che non è mai stata completata. Oggi ha ragione d’essere perché garantisce il collegamento più rapido tra la capitale ed il porto, il cui sviluppo deve essere inteso come centralità per il Lazio e le regioni del centro-Italia. Un collegamento che può rapportarsi a quello tra Roma- Fiumicino, che infatti ha più di tre corsie ed è gratuito. E’ chiaro che la questione non ha solo rilevanza locale: il porto di Civitavecchia ha una valenza regionale, può dare lavoro e sviluppo ai residenti, l’indotto estendersi ad altre località e interessare Roma. Le infrastrutture, penso anche alle linee trasversali Civitavecchia-Capranica-Orte, ferroviaria e stradale, per le quali mi sono molto battuto, sono delle risorse, per questo è necessario che quelle esistenti siano utilizzabili al meglio, senza barriere. I dati - prosegue Luciani - ci dicono che i caselli di Civitavecchia e Santa Marinella hanno assicurato alla società di gestione, tra il 2000 ed il primo mese e mezzo del 2010, poco meno di 26 milioni di euro. Inoltre, se si considera solo questo intervallo temporale, osserviamo che gli incassi hanno registrato una crescita del 62% rispetto al periodo precedente. Di fatto si tratta di soldi dei cittadini degli stessi comuni che si spostano come pendolari per trasferirsi a Roma e che utilizzano l’autostrada per non intasare ulteriormente l’Aurelia, su cui si concentra pesantemente il traffico locale e quello merci. E’ necessario quindi che sia aperto un tavolo ove ognuno faccia la propria parte. La Regione attui strumenti di programmazione, la Società Autostrade d’Italia riconosca che i civitavecchiesi pagano quanto altrove nessuno altro paga e si decida: o di declassare l’intera tratta, o di non far pagare pedaggio tra le due uscite civitavecchiesi, o anche, in subordine, di destinare parte consistente dei proventi dei pedaggi ad opere pubbliche da destinare ai cittadini di Civitavecchia. C’è necessità di dare un’ulteriore spinta alla crescita del litorale laziale - conclude Luciani - lo si può fare in modo rapido ed efficace, dobbiamo pensare seriamente che i territori che più pagano in termini di salute e morti bianche, per dare energia e benessere all’intera Regione siano ripagate per il contributo che offrono”.
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