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“Non è costume della Croce Rossa Italiana polemizzare con le istituzioni, qualunque esse siano. Ma una precisazione la dobbiamo al presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fabio Ciani”. Inizia così una nota stampa di Micaela D'Andrea, commissario del comitato locale della Croce Rossa Italiana, che, in riferimento a quanto dichiarato ieri dal numero uno di Molo Vespucci, sottolinea che l'Authority sapeva che la struttura non era norma e che non ha mai risposto alla lettere con cui l'associazione annunciava la rinuncia alla gestione della struttura, non ha chiesto il perché di questa decisione e non ha nemmeno cercato un modo per ovviare al problema sollevato.
“Confermiamo tutto quanto diffuso nella sua nota stampa ieri - afferma Micalea D’Andrea - lo sottoscriviamo anche. Siamo perfettamente d’accordo con Ciani quando afferma della nutrita corrispondenza scambiata tra la sottoscritta e Molo Vespucci. Del resto è tutta protocollata. Così come sono perfettamente d’accordo quando afferma testualmente che mai la Croce Rossa Italiana ha chiesto al dottor Ciani di intervenire economicamente nella gestione della Camera Iperbarica né per la sua messa a norma, anche perché non ce ne sarebbe stato il bisono qualora la struttura stessa ci fosse stata consegnata secondo le norme vigenti. Dato che, come afferma lo stesso Ciani sempre nella sua nota “…il Comitato Locale di Civitavecchia della Croce Rossa Italiana, che fino ad allora aveva sempre confermato la propria disponibilità a gestire la struttura, ha motivato la rinuncia con la carenza di alcuni requisiti tecnici di sicurezza, la cui applicazione è stata peraltro introdotta con norme dello scorso anno…”. Terminiamo la nostra precisazione rimarcando le parole del presidente dell’Autorità Portuale dato che a quanto pare, senza la perizia tecnica che la Croce Rossa Italiana coscientemente ha fatto svolgere, non avremmo saputo della mancanza di sicurezza, cosa invece nota a Molo Vespucci dato che, come afferma lo stesso Ciani, la norma venne introdotta lo scorso anno. Appare quindi evidente che ci avrebbe comunque consegnato una struttura non a norma. Ricordiamo inoltre al dottor Ciani che l’Autorità Portuale non ha mai dato risposta alla lettera che dichiarava la nostra rinuncia né ha mai chiesto motivazioni né tanto meno ha cercato il modo di ovviare al problema da noi sollevato che non poteva che prevedere la nostra rinuncia alla gestione. Non sono mai stata interpellata o contattata - sottolinea Micaela D'Andrea - ma va bene così. La Croce Rossa Italiana non entra nelle polemiche, mai. Ma tanto si doveva per dovere di chiarezza e correttezza. Mi auguro che tutto questo parlare sia almeno servito alla città di Civitavecchia ad avere una struttura adeguata, a norma di sicurezza e, soprattutto, funzionante. Nel frattempo il comitato locale prosegue nella sua nutrita azione sul territorio al fianco dei più deboli e dei bisognosi nel segno dei sette principi fondamentali che ci caratterizzano con l’apertura, domani, del corso base per diventare volontari e volontarie della Croce Rossa Italiana”.
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