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Porto, traffici in aumento Stampa E-mail
di Redazione   
martedì 9 marzo 2010 14:42

L’unico porto italiano nel 2009, in piena crisi finanziaria ed economica, a non aver avuto contrazioni dei traffici e ad aver fatto registrare un incoraggiante aumento. E’ il porto di Civitavecchia, le cui cifre sono state commentate con soddisfazione dal presidente dell’Autorità Portuale Fabio Ciani.

Nel corso dell’incontro con la stampa sono stati forniti i dati statistici del 2009 per i tre porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con un chiaro interesse locale a quello di Civitavecchia. Il presidente Ciani ha sottolineato come, anche per quello che riguarda alcuni dati con il segno negativo come nel caso del traffico della auto, essi vengono compensati dalla crescita di altri settori come quello delle merci alla rinfusa o in quello significativo dei containers. In questo caso, come ha affermato il presidente Ciani, non si arriverà al milione di containers immaginato qualche anno fa, ma ci sono tutte le premesse perché si arrivi ai 100mila in due-tre anni. Anche per questo c’è piena soddisfazione per aver tenuto in un periodo di difficoltà reali che hanno investito anche i porti europei con Civitavecchia che fa eccezione all’ecatombe generale e che fa registrare ulteriori segni di ripresa nei due primi mesi del 2010. Nello specifico delle cifre, il porto di Civitavecchia nel 2009 ha fatto registrare un traffico complessivo delle merci di 7.644.369 tonnellate con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Fra le merci solide, come il carbone, l’incremento è del 16%, mentre per le merci liquide, come i prodotti petroliferi, c’è un calo del 30%. Un dato questo, come ha spiegato il presidente Ciani, che non è legato alla crisi, perché il progressivo calo del traffico è inizio dal 2002 ed è per altro da rapportare con la flessione generale che, in questo settore, si è verificato negli altri porti. I RO-RO che poi significano le autostrade del mare, hanno avuto un aumento del 3%, mentre le merci rinfuse solide sono balzate ad un 70% in più. Aumento del 13% per i containers , mentre è diminuito il numero delle navi con un 15% in meno e 615 unità in meno. La spiegazione della diminuzione, in questo caso, ha spiegato il presidente Ciani, è dovuta alla crisi che ha portato ad aumentare il carico per ogni nave del 15%, e ad utilizzare navi di maggiore tonnellaggio. Per quanto riguarda i passeggeri, il traffico complessivo parla di un calo del 4% con un 6% in meno per quelli di linea ed una tenuta complessiva dei crocieristi che fanno registrare un aumento del 2% per quanto riguarda quelli in transito. E’ calato del 5% il traffico complessivo degli automezzi, mentre i mezzi pesanti hanno avuto un incremento del 4% con le moto al seguito che sono aumentate dell’1%. Nel complesso, il porto di Civitavecchia nel 2009 ha fatto registrare una crescita complessiva dell’8% che sale al 16% se si parla di merci solide. Nello stesso periodo i segni negativi degli altri porti indicano un 37% in meno a Taranto che sale al 44% se riferito alle merci solide e, seguendo la tabella, si registrano questi dati: Piombino -34% complessivo -33% merci solide; Ravenna - 28%, - 33%; La Spezia – 23%, - 23%; Livorno -21%, - 24%; Venezia - 17%, - 25%; Genova - 12%, - 18%; Trieste - 8%, - 15%; Ancona - 7%, - 10%. Le buone notizie dell’incontro non sono finite con i dati statistici. Il presidente Fabio Ciani ha infatti annunciato l’approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente della variante del piano regolatore per il porto, presentata nel 2005. Questo significa, come ha spiegato lo stesso presidente, poter far partire i progetti per il porto turistico nel centro storico e per l’apertura della bocca a sud con conseguente ampliamento degli spazi per il traffico crocieristico; significa anche la realizzazione della darsena traghetti e di quella dei servizi e la definizione della darsena grandi masse. Per Ciani il porto vedrà così realizzarsi la seconda rivoluzione, che potrebbe partire già da quest’anno con l’apertura dei cantieri e nuovo lavoro per la città. Rimane comunque il fatto che, al di là delle idee, sempre ben accette, e ai contributi dall’esterno è l’Autorità Portuale che decide quello che è giusto per lo sviluppo del porto. Una sottolineatura su cui si è soffermato anche il segretario generale Giuseppe Guacci che ha posto l’accento sul valore dei dati complessivi che riguardano i porti italiani, sottolineando come Civitavecchia faccia registrare risultati molto positivi. Da questi e dall’approvazione della variante al piano regolatore bisogna partire per lo sviluppo ulteriore dello scalo con finanziamenti appropriati e l’attenzione del governo verso una realtà che ha saputo fronteggiare con successo la crisi generale.

 

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