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Vinaccia: “In caso di sfiducia non avrò bisogno di sollecitazioni” Stampa E-mail
di Redazione   
giovedì 25 febbraio 2010 17:06

Il vice-sindaco, Gino Vinaccia, replica alle dichiarazioni rese ieri dal presidente del consiglio, Francesco Cappellani, in merito al suo comportamento rispetto alla polemica in atto tra il sindaco Moscherini e l'Udc, partito di Vinaccia. Il vice-sindaco afferma che qualora si arrivasse a una sfiducia, non avrebbe bisogno di sollecitazioni per trarre le dovute conseguenze. Cliccare per leggere il testo integrale della nota.

 

“Ho letto, non senza meraviglia, l’intervento del Presidente del consiglio comunale stupito del fatto che , a fronte della polemica tra il Sindaco ed il segretario del mio partito, il sottoscritto rimanga in silenzio. Mi è difficile comprendere perché il Presidente del Consiglio manifesti tanta sorpresa soltanto ora e non si sia posto gli stessi interrogativi quando la polemica con il Sindaco ha riguardato la sua stessa persona o altre formazioni politiche della maggioranza In tal senso non mi è ben chiaro se quella di Cappellani sia una sollecitazione per allargare il fronte della polemica ed ulteriormente acuirla o se corrisponda ad una sua personale curiosità. Nel primo caso non credo renderebbe un utile servizio alla Amministrazione da lui stesso sostenuta, nel secondo credo di non aver nessuna difficoltà a soddisfare questa sua esigenza . E’ mia consolidata opinione che i Partiti abbiano una loro sfera autonoma di iniziativa, di giudizio e di valutazione, il cui esercizio è certamente utile a spronare le Istituzioni a fare di più e a meglio corrispondere la propria azione alle esigenze della cittadinanza . L’autonomia dei Partiti dalle Istituzioni, anche là dove sono al Governo,è un fondamento della nostra democrazia ed un elemento di sicura vitalità. Se i Partiti dovessero essere appiattiti sulle vicende amministrative, il risultato sarebbe un sicuro impoverimento dell’azione di governo. Ciò naturalmente a condizione che sia i Partiti che le Amministrazioni abbiano reciproca capacità d’ascolto e reciproca disponibilità. Nel momento in cui, e parlo in termini generali e specifici, la necessaria dialettica dovesse trasformarsi in dichiarata sfiducia è evidente che ognuno ne dovrebbe trarre le logiche conseguenze . Voglio quindi tranquillizzare Cappellani che, ove questo si dovesse verificare , non avrei certo bisogno di alcuna sollecitazione”.

Gino Vinaccia

 

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