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Tutto fermo, forse, anzi no. Come al solito non c'è molta chiarezza sul futuro del mercato di piazza Regina Margherita. I lavori di ristrutturazione, con annessi i tanto discussi spostamenti di banchi e box, non si sono ancora visti e così, quasi quotidianamente, si rincorrono le voci più disparate.
C'è chi dice che il cantiere non si farà mai, chi parla invece di un inizio imminente dei lavori. Anche a livello ufficiale la situazione non è molto diversa. Il delegato al mercato, Fabrizio Reginella, assicura che l'amministrazione comunale sta lavorando, a fari spenti ma sta lavorando. L'obiettivo è sbloccare la situazione nel giro di poche settimane, così da aprire il cantiere prima delle regionali, in modo da non far apparire l'intervento come uno spot elettorale. Un'intenzione nobile quella di Fabrizio Reginella, che stride però con l'analisi della situazione che fa Roberto Passerini. “Della ristrutturazione - dichiara l'ex assessore ai Lavori Pubblici, nonché uno dei volti della protesta degli operatori del mercato - se ne parlerà ormai dopo le regionali, perché le prossime elezioni si trovano al primo punto dell'agenda di tutti i politici, compresi quelli che guidano l'amministrazione comunale. E poi - sottolinea Passerini - proprio l'esito delle elezioni potrebbe provocare qualche cambiamento e se dovesse vincere il centrodestra non è escluso che il futuro del mercato possa assumere contorni diversi”. A questo punto non resta che attendere il prossimo mese per scoprire se e quando inizieranno i lavori. Nell'attesa, comunque, gli operatori della palmetta continueranno ad oltranza la loro occupazione, che sarà sospesa solo quando sarà trovata una soluzione condivisa sui modi ed i tempi della ristrutturazione. L'intesa potrebbe essere raggiunta ad aprile, quando Passerini chiederà un incontro con il sindaco. Nel frattempo chissà quelli che hanno il banco sotto la tensostruttura per quanto ancora saranno chiamati “gli operatori della palmetta”. L'albero simbolo di piazza Regina Margherita, infatti, è gravemente malato e sembra destinato all'abbattimento. Un pezzo di storia di Civitavecchia che tristemente se ne va.
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