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Delmirani: "A proposito di scuola dell'infanzia" |
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di Redazione
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lunedì 29 giugno 2009 14:24 |
In questa città, si è pronti a mobilitarsi per il taglio degli alberi, per il canile municipale....., ma non si fa altrettanto quando si tratta di disattenzione verso i diritti dei minori o comunque dei cittadini. E' stato avviato, di recente, da un Circolo di questo territorio, un approfondimento in merito ai servizi che ruotano intorno alla Scuola dell'Infanzia e si è scatenato il putiferio.
Da una parte, genitori finalmente soddisfatti in quanto hanno riscoperto un diritto, dall'altra, maestre indignate e offese perché si è chiesto al comune un servizio dovuto e perché abituati da anni, in questa città, ad un'offerta educativa che dura regolarmente (quindi con tempo normale e ridotto) solo fino al termine delle lezioni (stabilito per tutti gli altri ordini di scuola - in genere prima decade di giugno), ma non per quello dell'infanzia che è fissato al 30 giugno di ogni anno.
Intendo, pertanto, a supporto della premessa, dare informazioni (giuridicamente fondate e documentate) agli utenti e fare alcune considerazioni.
Chi ha scelto di fare la maestra di Scuola dell'Infanzia sa che il suo ruolo va espletato dall'inizio delle attività educative (stesso giorno fissato per le lezioni in tutti gli ordini di scuola) e fino al 30 giugno di ogni anno.
I genitori che iscrivono i bambini a tale tipo di scuola sottoscrivono una richiesta di tempo normale (pieno, che non è più pieno se non funziona la mensa!) o di tempo ridotto (antimeridiano) che sanno dover funzionare fino al 30 giugno di ogni anno. Chi sceglie il tempo normale lo fa perché sa che la permanenza dei bambini gli è assicurata mattina e pomeriggio, quindi con il funzionamento dei servizi della mensa. Questo, sempre fino al 30 giugno. Se il servizio mensa non viene erogato la responsabilità è riconducibile in primis al Dirigente Scolastico (responsabile della gestione complessiva dell'Istituzione Scolastica) e all'Ente Locale che non garantisce i servizi che ruotano intorno al funzionamento della scuola.
A volte, nell'incompentenza, si può essere portati ad interpretare le norme. Ma chi sostiene che il calendario scolastico regionale prevede l'adattamento (fino ad ipotizzare addirittura la riduzione del periodo di funzionamento e la sospensione della mensa) anche per la Scuola dell'Infanzia, cade in grave errore. L'adattamento e quindi le intese con gli enti territoriali (per mense, trasporti) riguardano le scuole che fanno lezioni, che fanno didattica, non già attività educative (il limite posto dal calendario scolastico di 200 giorni è riferito alle lezioni).
Fatta questa premessa, voglio innanzitutto evidenziare che Scuola dell'Infanzia non è scuola dell'obbligo e la sua disciplina si discosta pertanto da quella dei vari ordini di Scuola.
A seguire, vorrei chiarire a chi si fosse sentito offeso, per aver informato compiutamente i cittadini che, spesso, sono gli inadeguati comportamenti dei singoli che, tenuti in un contesto di più persone, gettano discredito sulle categorie.
Se la richiesta di ripristino un diritto per l'utenza scolastica, se informare i cittadini su un diritto già pagato, per evitare che gli stessi ricorrano ad offerte alternative a pagamento, significa disturbare e offendere le categorie, continuerò ad essere professionale!
Ritengo che in modo eccessivamente inadeguato siano nate polemiche all'interno e all'esterno che si sarebbero potute evitare. Professionalità e responsabilità avrebbero dovuto suggerire dovere, serenità e compostezza.
Così non è andata. Qualche maestra di Scuola dell'Infanzia, ha inteso replicare e polemizzare con le mie affermazioni che, ribadisco, non nascono da "informazioni" ma da "documentata attività giuridica e amministrativa". Qualche altra maestra, di altra scuola, secondo testimonianze riferite, dopo essersi stracciata le vesti in Via Monsignor Papacchini (in quella via ci sono due scuole, Primaria e Media) in quanto l'attivazione della mensa avrebbe intralciato le sue ferie e quindi la sua vacanza già prenotata, il 24 giugno è venuta all'interno dell'ufficio in cui esercito il mio ruolo di Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi per insultarmi per l'articolo perché si sentiva offesa dal contenuto. Ma questo sarà oggetto di altra iniziativa!
Civitavecchia 29 giugno 2009
Damiria Delmirani
Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi
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