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Torna il dibattito e ruba la scena a GurdjieffScritto da Redazione Lunedì 09 Marzo 2009 13:03 È tornato il vecchio, sano dibattito di fine spettacolo, immancabile negli anni d'oro del cinema e del teatro delle cantine. È tornato in occasione della nuova proposta del cartellone "Nessun dorma" della "Blue in the Face" al Nuovo Sala Gassman venerdì e sabato scorsi. In scena "La Guerra Culinaria di Monsieur Gurdjieff" con la partecipazione di un pubblico attento e preparato.
Il teatro della parola, portato all'estrema difficoltà di far conoscere il pensiero di un personaggio contraddittorio, l'armeno George Ivanovitch Gurdjeff che l'autore del dramma, Gennaro Francione colloca nella Parigi occupata dai tedeschi. Un personaggio affascinante, difficile e controverso, il filosofo, lo scrittore e mistico che con le sue tecniche psicofisiche raccolse intorno a sé moltissimi allievi e seguaci, che fondò una scuola d'insegnamento esoterico con lo scopo di liberare l'uomo Il lavoro di Francione mette in scena il rapporto a tre fra il filosofo l'amante pittrice e l'allievo poeta tisico. Un gioco delle parti, in cui il protagonista procede per proclami e parole d'ordine, è continuamente in cattedra anche se rifugge dal volersi proporre come maestro: una delle sue molte contraddizioni. Così aspira alla libertà dell'uomo, indicando la strada della salvezza personale e, mentre in strada i nazisti procedono alle loro esecuzioni sommarie, guarda dalla finestra fra un concetto e l'altro espresso ai suoi giovani convitati. Così teorizza l'arte della fuga come esempio di libertà, mentre gli altri si battono e rischiano la vita per lo stesso ideale. Un personaggio difficile, che affascina e colpisce l'immaginazione, che esprime la libertà dei rapporti e poi diventa geloso e sospettoso quando l'allieva amante cerca di lenire i dolori dell'allievo poeta tisico con un po' di sesso. Un testo difficile e complesso che solo il dibattito - sì proprio il dibattito !!! - a fine spettacolo ha cercato di chiarire. Una complessità che, insieme alla contraddittorietà del personaggio, ha reso molto arduo il ruolo dei tre attori, costretti a scandire concetti e dogmi, senza mai lasciarsi andare al buon teatro didascalico. Una bella scommessa che il pubblico del Nuovo Gassman ha accettato, intervenendo volentieri al dibattito. Poco convincente la prova di Vincenzo Sartini, un Gurdjeff troppo misurato, della giovane amante Ilaria Sartini e del poeta Tony Matera che hanno svolto il loro ruolo con diligenza. |
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