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Pd: si faccia chiarezza sul futuro dei lavoratori dell'idrico

Interrogazione urgente del gruppo consiliare del Pd sul servizio idrico. In particolare il Partito Democratico chiede chiarimenti al sindaco Antonio Cozzolino ed al segretario generale Caterina Cordella sul futuro dei dipendenti destinati a passare ad Acea Ato 2, che dal primo febbraio, come annunciato dal primo cittadino, prenderà il gestione il servizio idrico di Civitavecchia.

"Premesso - scrivono nell'interrogazione i consiglieri Marco Piendibene, Paola Rita Stella, Marco Di Gennaro e Mirko Mecozzi - che il consiglio comunale di Civitavecchia si è riunito il 14 dicembre scorso, su richiesta dei consiglieri di opposizione, per discutere sul futuro del servizio idrico con riferimento al mantenimento delle tariffe ed alle garanzie occupazionale per i lavoratori del settore; che in tale seduta consiliare si è pervenuti alla stesura di un ordine del giorno, votato unanimemente, finalizzato ad individuare una nuova definizione dell'ambito di bacino idrogeografico relativo a Civitavecchia, entro la scadenza del mandato della giunta Zingaretti; che solo qualche giorno dopo, attraverso gli organi di informazione, si è venuti a conoscenza che il sindaco aveva già fissato un incontro con i vertici di Acea Ato per il perfezionamento della cessione del servizio idrico che, stando a quanto riportato, dovrebbe avvenire il 1° febbraio 2018; che le modalità con le quali il passaggio dovrebbe realizzarsi sono definite nelle linee guida che il sindaco ha sottoscritto e che al momento non sono nella disponibilità degli interroganti;
che trattandosi di Cessione di Ramo d'Azienda intervengono le tutele dettate dall' art. 2112 del Codice Civile. Tutto ciò premesso si interroga il sindaco per sapere: esiste un accordo che definisca nel dettaglio le modalità, condivise con Acea Ato 2, dell'eventuale passaggio del personale comunale? si sono messe in campo per tempo tutte le procedure e le precauzioni per evitare una condizione di incertezza da parte dei lavoratori sul loro destino? Nella eventualità che l'amministrazione abbia in animo e in programma di trattenere delle risorse umane al proprio interno si ha chiaro, in questa ipotesi, quante sono le risorse interessate dal passaggio e quante quelle che dovrebbero rimanere nell'organico del Comune? Posto che la legge, in riferimento alla cessione di un ramo d'azienda, prescrive che al ricevente vadano per intero beni strumenti e personale, come si intende procedere per tutelare coloro che non fossero orientati ad accogliere favorevolmente il passaggio? Si sono svolte tutte le verifiche di carattere normativo e finanziario che consentirebbero il mantenimento presso il Comune di risorse umane? Per coloro che dovessero accettare si è sottoscritta una intesa con Acea Ato che salvaguardi la loro permanenza sul territorio, ciò anche al fine di tutelare l'utenza locale? Non si ritiene che l'intero consiglio comunale debba essere coinvolto ed informato circa le concrete condizioni nelle quali si sta operando, per l'atto di cessione del servizio idrico, in una materia che appare delicata per le sue implicazioni di carattere occupazionale? Quanto sopra per esprimere la preoccupazione che su di una vicenda che coinvolge i lavoratori e le loro famiglie si sia agito con la necessaria tempestività e con il necessario approfondimento evitando una colpevole superficialità".

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