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L'addio al veleno di Bagnano al consiglio comunale

"Solo e solamente per la certezza di non poter essere presente con continuità nel luogo che mi sono prefissa di migliorare, preferisco dare la possibilità a chi entrerà in surroga di lavorare per la cosa pubblica con maggiore assiduità e meglio della sottoscritta". È questo il motivo delle dimissioni di Bagnano, che l'ormai ex consigliere di maggioranza sottolinea anche nella lettera di addio all'aula Pucci, inviata al presidente del consiglio comunale ed ai consiglieri comunali.

"A scanso di equivoci", scrive Bagnano in una missiva di due pagine, che contiene però altro, molto altro. Perché letto dei motivi di lavoro che continueranno a tenere la grillina lontano da Civitavecchia, il resto è una critica durissima all'amministrazione comunale. "Certo si poteva fare molto di più e meglio", scrive Bagnano, che riconosce al 5 Stelle di aver ereditato un Comune in pessimo stato. È l'unica scusante che concede all'amministrazione, su cui si riversa poi una bocciatura senza appello, in cui spiccano l'accordo con l'Enel "non dibattuto e stipulato con una forma per lo meno 'irrituale'", i dehors "avversati con omissioni e rinvii perniciosi", assessori "inadeguati e invisi ai cittadini e alle categorie", per i quali ricorda di aver chiesto anche la sostituzione. E ancora, atti amministrativi quasi nascosti, una segretaria a cui è stata conferita un'importanza eccessiva, il bando Sgr rimandato in maniera imbarazzante, la variazione inconsueta del fondo, il debito fuori bilancio delle Colline dell'Argento prima caldeggiato ma poi sbattuto in faccia ai consiglieri con il relativo conto salato, le elezioni alla Città Metropolitana con successiva minaccia di indagine sul voto, tra l'altro diventando l'unico Comune a guida 5 Stelle a non aver candidato il proprio sindaco. Parole e musica di Bagnano. E non finisce qui, perché l'ormai ex consigliere pentastellato ricorda "gli insulti subiti, condivisi con il diffuso silenzio-assenso, anzi premiati con nomine a capogruppo e al porto". Della serie uno e trino, alla faccia del motto grillino "uno vale uno", sottolinea Bagnano, che sulla storia degli insulti chiama in causa anche alcune quote rosa di consiglio e di giunta, che definisce "fantastiche". A proposito di donne, non nasconde invece il dispiacere quando cita Alessandra Riccetti, "ahimé ex presidente del consiglio, vittima di un atteggiamento terroristico", scrive. Nel bilancio negativo stilato da Bagnano c'è spazio anche per la questione del Cara, per le storie infinite del mercato e del bando Ncc, per la vicenda del forno crematorio che definisce "inaccettabile". Il lavoro lontano da Civitavecchia sarà sicuramente la causa delle dimissioni di Bagnano, come sottolinea nella prima parte della lettera, ma non si può sorvolare sulla seconda di parte, un durissimo atto di accusa all'amministrazione Cozzolino.

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