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La guerra delle banchine finisce al Tar

rtcromaterminalcontainerFinisce all'attenzione del Tar del Lazio la cosiddetta guerra delle banchine, ovvero il contenzioso sorto sull'utilizzo della banchina 24 da parte della Civitavecchia Forest Fruit Terminal per le operazioni di scarico dei contenitori di frutta con l'ausilio delle gru della società locale Gtc. A presentare il ricorso al Tar, e a quanto pare anche verso la giustizia ordinaria, è stata la Rtc, la società che da anni, ma con scarsissimi risultati sul piano numerico, gestisce il traffico dei container nello scalo marittimo locale.

Un'ulteriore indicazione, rispetto all'anticipazione fornita nei giorni scorsi dal Trc Giornale, è arrivata attraverso un articolo apparso sul magazine specializzato "Ship2Shore", che parla di "ennesima querelle che sarà chiamata a fronteggiare l'Autorità Portuale dopo i casi Totalerg, Darsena Grandi Masse e Darsena Traghetti". In sostanza, secondo la Rtc, l'utilizzo della banchina 24 e dei gruisti della Gtc da parte della Civitavecchia Forest Fruit Terminal sarebbe illegittimo. Per la ricorrente, l'approdo avrebbe una destinazione diversa rispetto a quella alla quale viene adibito con la movimentazione dei contenitori di frutta e la stessa CFFT sarebbe in possesso di una concessione, cosiddetta articolo 16, che non le consentirebbe di svolgere quel genere di operazioni. Sul contenzioso, come detto, saranno i giudici del Tar a decidere. Ma, al di là delle questioni di ordine giuridico, la vicenda pone interrogativi di carattere generale sul futuro dell'economia marittima locale. Come già spiegato, il 31 dicembre andrà in scadenza la concessione alla Rtc per la gestione del terminal. Una gestione ottenuta attraverso la presentazione di un piano operativo che è andato completamente disatteso, visto che Civitavecchia continua ad essere uno dei porti con meno afflusso di container, traffico che in altre realtà porta invece occupazione e ricchezza. Il ricorso al Tar e, come sembra, alla giustizia ordinaria, da parte della Rtc suona quindi come un disperato tentativo di voler rimettersi in campo per avere la riconferma di una concessione che sarebbe sicuramente persa considerando gli scarsi risultati ottenuti. Al di là dello specifico aspetto riguardante i containers, considerando anche che il nuovo traffico gestito dalla Cfft sta portando occupazione e ha in parte scongiurato la cassa integrazione per i gruisti della Gtc, ci si chiede se sia il caso di continuare ad avere situazioni di monopolio all'interno dei porti quando a livello globale i mercati si aprono sempre più alla concorrenza.

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