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La guerra delle banchine

C'era una volta la pace sociale nel porto di Civitavecchia. Una pace iniziata alla fine del secolo scorso e che è riuscita a far trarre il massimo dei benefici dalla straordinaria crescita avuta negli anni dallo scalo marittimo. Quella pace, a quanto sembra, è adesso terminata. La Roma Terminal Container, la società che da oltre venti anni ha in concessione attracchi, aree e mezzi meccanici per il traffico dei contenitori, ha infatti avviato una battaglia a suon di carte bollate contro l'Autorità Portuale e le società che stanno gestendo il traffico della merce che arriva su altre banchine ed è sbarcata utilizzando le gru della Gtc.

La Gtc è l'azienda che raccoglie gli ex gruisti dell'Authority e che proprio grazie a questo nuovo traffico sta uscendo da una crisi gravissima, che aveva portato i dipendenti sull'orlo della cassa integrazione. A quanto sembra, lo staff dei legali della Roma Terminal Container avrebbe incentrato il suo ricorso sulla illegittimità del poter usare altre banchine per la movimentazione dei contenitori essendo presente un apposito terminal, affidato, attraverso una procedura pubblica, ad un concessionario. Dietro il ricorso, probabilmente, la concorrenza tra due grandi società armatoriali, la Msc, che oltre a gestire un'importante quota del traffico crocieristico, è impegnata nel settore dei containers e delle cosiddette autostrade del mare, e la Maersk, il più grande armatore del mondo, che in questo momento si sta servendo delle gru della Gtc per poter movimentare la merce in contenitori che arriva nel porto di Civitavecchia. Al momento non è dato a sapere quali potranno essere gli sviluppi della contesa, che, come detto coinvolge direttamente l'Autorità Portuale, la quale, finora, non si è espressa sulla vicenda. C'è da considerare, peraltro, che il prossimo 31 dicembre va in scadenza proprio la concessione alla Rtc per la gestione del terminal container. Una concessione che sarebbe clamoroso se venisse rinnovata, considerando che tutti i programmi di sviluppo sono stati puntualmente disattesi. Per anni, oltre venti, infatti, si è infatti parlato di una movimentazione a regime di centinaia di migliaia teu all'anno. Numeri mai visti, visto che a tutt'oggi si parla di cifre risibili, che fanno del porto di Civitavecchia la cenerentola a livello nazionale nel traffico dei containers, un traffico che in altre realtà assicura occupazione, sia in ambito strettamente portuale e sia nell'indotto.

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