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Si riducono le zone della città dove l'acqua non è potabile

Lieve miglioramento per quanto riguarda la questione dell'acqua non potabile. In base ai risultati delle analisi effettuate dalla Asl, si riduce l'area dove resta in vigore il divieto a causa dell'eccessiva presenza di trialometani ed alluminio.

L'acqua continua ad essere non utilizzabile, anche con bollitura, nelle zone di: via San Gordiano e via del Casaletto Rosso e traverse per il quartiere di San Gordiano; Molacce e via Toscana per il quartiere di Campo dell'Oro; la zona alta di Boccelle; via Terme di Traiano angolo via Leopardi, via Terme di Traiano alta e traverse fino all'intersezione con la via Mediana, via degli Orsini, via Flavioni; quartiere di San Liborio compresa via don Milani. Questo quanto sancito dalla nuova ordinanza sindacale firmata da Tidei su proposta dei tecnici degli acquedotti. Il primo cittadino, però, è intenzionato a revocare del tutto il divieto nei prossimi giorni. "Secondo l'Arpa Lazio - spiega Tidei - i dati non sono perfettamente in linea. Dopo aver fatto i lavori di manutenzione nella rete idrica ci siamo rivolti a tre laboratori diversi, secondo i quali la situazione è invece migliorata. Abbiamo un'acqua potabile - conclude il sindaco - per questo ho intenzione di aspettare ancora un paio di giorni e poi revocherò l'ordinanza, perché per me valgono le analisi di tre laboratori e non di uno".

E continuiamo a parlare di acqua, perché per riportare la situazione alla normalità il sindaco si è rivolto anche all'Acea. In un incontro avvenuto nei giorni scorsi, Tidei ha chiesto all'azienda di intervenire almeno per bonificare il bacino di Monte Augiano, opera dal valore di circa un milione di euro. Il primo cittadino ha spiegato all'Acea che se il Comune entrerà poi in Ato 2, l'azienda avrà fatto un investimento. In caso contrario, Palazzo del Pincio restituirà i soldi, perché non ha problemi a farlo. Tidei ha sottolineato che l'intenzione dell'amministrazione è comunque quella di mantenere l'acqua pubblica, ma ha aggiunto che bisognerà in ogni caso vedere cosa stabilirà la sentenza del Tar prevista per ottobre.

"È una situazione assurda – il commento ai nostri microfoni di molti cittadini – visto che continuiamo a pagare tasse salatissime senza avere servizi soddisfacenti. In particolare quello dell'acqua, un bene primario di cui non si può fare a meno".

"Sto conservando tutti gli scontrini delle confezioni di acqua che sto comprando – ha denunciato una signora – poi me li farò scalare dalla prossima bolletta. Non è possibile, siamo costretti a non comprare verdure perché non possiamo lavarle. È una situazione incredibile che sta durando davvero troppo tempo".

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