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La storia del “Ghetto” rivive tra i “Ghettaroli”

Si è svolta sabato alla "Taverna degli Artisti" di Piazza Fratti l'annuale cena dei "Ghettaroli". 78 i partecipanti all'iniziativa, che ancora oggi mantengono vivo il ricordo del "Ghetto" anche se, come sottolineano gli stessi protagonisti, dell'area ai giorni nostri rimane solo il nome.

All'incontro era presente anche l'assessore all'ambiente Roberta Galletta, che ha voluto portare i saluti della città. In una breve nota stampa, i "Ghettaroli" hanno anche tracciato una breve storia del Ghetto, spesso dimenticata. "Alla fine del seicento, Papa Innocenzo XII dispose che l'area di circa quattro ettari racchiusa tra la cinta bastionale del Sangallo e l'opera addizionale di difesa detta "a corno" fatta costruire verso levante da Urbano VIII, fosse utilizzata per realizzare un borgo da destinare agli ebrei. Di qui il nome popolare di "Ghetto", anche se poi negli edifici gli ebrei non vennero mai. Gli edifici furono occupati da famiglie di pescatori e lavoratori provenienti dal regno di Napoli".

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