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D'Amico chiede la sospensione del pagamento dell'ImuScritto da Redazione Lunedì 11 Giugno 2012 11:24 L'associazione Quattrogiugno Italia Nuova, tramite il socio Luigi D'Amico, presenterà un ordine del giorno nel quale si chiede al consiglio comunale di impegnare il sindaco e la giunta: "a chiedere urgentemente al Governo, direttamente o tramite l'Anci ed il Governatore della Regione, la sospensione del pagamento dell'Imu finché non siano chiariti i punti dubbi e presumibilmente errate delle norme vigenti, dal momento che il Comune potrebbe incorrere in esposti o denunce a seguito dell'imposizione (o mancata imposizione) relativamente alle fattispecie esposte, che riguarderebbero centinaia di migliaia di famiglie e società, in tutta Italia". L'Ordine del giorno, a disposizione di chi vorrà prenderne visione, prende le mosse da una analisi puntuale del decreto legge (D.L. 201 del 6/12/2011) e della legge di conversione ( n. 214 del 22 dicembre 2011), recante: "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici" ed in particolare dell'art. 13 (Anticipazione sperimentale dell'imposta municipale propria). Dall'esame del testo si evince oltre che l'incostituzionalità, almeno per l'art. 53 della Costituzione e peraltro già denunciata da diversi osservatori specializzati, anche il mancato rispetto ed il palese conflitto con 3 articoli della legge 212 del 27 luglio 2000 ("Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"). Si aggiunge il "vulnus" di una definizione usata nel testo che se impugnata dai cittadini contribuenti potrebbe portare ad una miriade di contenziosi e class actions con costi importanti da sostenere da parte degli EELL interessati e l'innesco di una situazione di incertezza legislativa deleteria per i conti pubblici e per l'immagine internazionale dello Stato. L'attività di presentazione di ODG e di sollecitazione verrà proseguita nei prossimi giorni in tutte quelle realtà locali nelle quali è attivo un socio dell'Associazione o comunque persone disponibili a collaborare. Saremo anche presenti al NO IMU Day organizzato a Venezia il giorno 16 giugno prossimo dai Tea Party Italia. La domanda che nasce spontanea a chi, come noi, crede in uno stato a democrazia liberale è: se per primo il Governo, che seppur non espressione dell'elettorato è stato votato dal Parlamento, ed il Parlamento stesso disattendono i principi basilari dello Stato che sono il rispetto delle sue leggi regolarmente scritte, approvate e promulgate, come si può chiedere ai cittadini di rispettare a loro volta le leggi ed i decreti? Se la motivazione della "sopraffazione giuridica" perpetrata è la necessità economica dello Stato ciò significa che qualunque cittadino in stato di necessità economica può accampare la stessa motivazione per agire "contra legem"? Che credibilità possono avere le Istituzioni, ancorché in mano a valenti ed insigni Professori, se per prime disattendono i principi Costituzionali e quelli messi a difesa dei diritti dei Cittadini Contribuenti? Per finire: un Paese come l'Italia, grande, bello, capace può continuare ad essere gestito così?
Luigi D'Amico |
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